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La prima volta (di mia figlia)

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laprimavoltadimiafigliaLa prima volta (di mia figlia)

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 80 minuti

Regia: Riccardo Rossi

Per il suo esordio alla regia Riccardo Rossi sceglie di puntare su una commedia dagli ambiti e dalle tematiche familiari, mostrando la storia di un padre alle prese con il suo peggiore incubo.

Alberto, medico della mutua con la fissa per il controllo, è un uomo senza grilli per la testa che vive soltanto per la luce dei suoi occhi: la figlia Bianca. Quando però non resiste alla tentazione di sbirciare nel diario della ragazzina, la sua vita è sconvolta perché scopre che Bianca, appena quindicenne sta già pianificando la propria prima volta.

Alberto si mette le mani ai capelli. E’ troppo presto, lei non può essere pronta e di certo non lo è lui. Dopo vari tentativi per far cambiare idea a Bianca (tutti falliti), Alberto decide di organizzare una cena a casa con la collega ginecologa Marina, che lavora al consultorio e che secondo lui è esperta del settore. L’intento è ovvio ma il risultato non lo è: la serata infatti prende una piega molto diversa da quella programmata e finisce per diventare una terapia per tutti i presenti, soprattutto per Alberto…

Riccardo Rossi alla regia. Diciamoci la verità, come esordio dietro la macchina da presa poteva puntare su qualcosa di meno banale della solita commediola che parla di sesso con toni da sit-com americana anni ’50. Perché di questo si tratta, solita roba, soliti temi, solite situazioni.

Basta, basta, basta. Persino le locandine di questi film sembrano fatte con la fotocopiatrice. Non si distinguono di una virgola l’una dall’altra. Qualcosa a livello di regia c’era, ma troppo poco perché risaltasse. Le stesse interpretazioni non sono state esaltanti, in primis proprio quella di Rossi, che sembra non riuscire a uscire dai toni del caratterista che gli sono naturali.

La pellicola non si distingue dalla massa e non si capisce perché lo spettatore dovrebbe preferirla. Rossi ha sempre dato l’impressione di essere un vorrei ma non posso: quello noto, ma che non ha mai sfondato. Quello che è sempre in tv, ma difficilmente al di là del ruolo di ospite o giudice vip (?). Chi scrive preferisce ricordarlo all’apice della sua carriera, come Mazzocchi de “I ragazzi della 3a C” o meglio ancora come spettatore nello spot per “Selvaggi” dei Vanzina. Consigliato a… ai fan sfegatati di Riccardo Rossi?

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.