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La competenza è della Giunta: l’isola pedonale non si chiude

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L'isola pedonale colma di gente alla manifestazione del 2 agosto scorso

L’isola pedonale di Messina non sarà abolita. La competenza è della Giunta e la notte scorsa l’esecutivo Accorinti (assenti Signorino, Ialacqua e De Cola) ha esitato il provvedimento.

Una lunga delibera, la 618, proposta dall’assessore alla Mobilità Urbana Gaetano Cacciola, che sancisce il diritto della città a un’area libera da auto e moto, interamente dedicata ai pedoni.

A scanso di equivoci e utilizzando le normative, la legge regionale 44 del 1991, l’atto è urgente e immediatamente esecutivo.

“Il Piano Urbano del Traffico (PUT) -si legge nella delibera- si compone di tre livelli e connessi strumenti tecnico-giuridici: Piano generale del Traffico Urbano (PGTU -inteso quale progetto prelimininare o Piano Quadro del PUT, relativo all’intero centro abitato); i Piani Particolareggiati del Traffico Urbano (intesi quali progetti di massima per l’attuazione del PGTU relativi ad ambiti territoriali più ristretti di quelli dell’intero centro abitato); Piani Esecutivi del Traffico Urbano (intesi quali progetti esecutivi dei Piani Particolareggiati del Traffico Urbano)”.

Per quanto riguarda le competenze, gli interventi di pianificazione ampia come il PGTU afferiscono al Consiglio comunale, quelli di limitata natura pianificatoria e con caratteri tecnici più puntuali come le isole pedonali alla Giunta e gli interventi di urgenza al sindaco.

Con la delibera 618 è “dichiarato cessato il periodo di sperimentazione dell’area pedonale istituita con una deliberazione di Giunta il 9 gennaio 2014” ed è istituito in “maniera permanente l’area pedonale Cairoli, delimitata secondo le indicazioni del Consiglio comunale con la delibera 19/c del 29 luglio 2014 e, quindi, nel quadrilatero compreso tra le vie Tommaso Cannizzaro, dei Mille, E. L. Pellegrino, tutte e tre escluse dalla pedonalizzazione e dalla via Giordano Bruno, inclusa nella pedonalizzazione solo nel tratto compreso tra via Dogali e via XXVII Luglio”.

Istituita poi in via sperimentale fino al 30 settembre 2014 l’area pedonale così costituita: lato monte in via dei Mille “nel tratto compreso tra via Tommaso Cannizzato e via Nino Bixio (lasciando fruibili alla circolazione veicolare le intersezioni con via Maddalena, via Camiciotti e via Luciano Manara), via Dogali, via Nicola Fabrizi e via XXVII Luglio nei tratti compresi tra via dei Mille e via Risorgimento, via Ettore Lombardo Pellegrino nel tratto compreso tra via Risorgimento e viale San Martino e viale San Martino in entrambe le carreggiate nel tratto compreso tra via Maddalena e via XXVII Luglio.

Lato mare in viale San Martino nel tratto compreso tra via Tommaso Cannizzaro e via Dogali, via Dogali nel tratto tra viale San Martino e via Giordano Bruno, via XXVII Luglio nel tratto compreso tra via Giordano Bruno e via Ugo Bassi, via Ettore Lombardo Pellegrino nel tratto compreso tra viale San Martino e via Ugo Bassi e via Giordano Bruno nel tratto compreso tra via Maddalena  e via XXVII Luglio”.

Adesso è però opportuno e urgente che la Giunta Accorinti trovi un uguale escamotage anche per garantire l’istituzione del Registro delle Coppie Civili, che è altrettanto importante e necessario e sul quale si è perso fin troppo tempo.