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La Commissione Provinciale del PD e le piccole sviste

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Piccole sviste. Così il presidente della Commissione Provinciale per il Congresso del PD Enzo Ciccolo definisce ciò che altri militanti ed esponenti ritengono invece una mancanza di trasparenza bella e buona.

Viste le denunce, peraltro circostanziate e documentate, presentate da Filippo Panarello e da un gruppo di militanti provenienti dal Circolo Cesare Terranova, la Commissione è finalmente uscita dalla torre d’avorio nella quale si è rinchiusa dopo l’esplosione delle polemiche per la designazione di Basilio Ridolfo a segretario provinciale del Partito Democratico.

Anche se la nota sembra in realtà una presa di posizione del solo Ciccolo, più che di tutti i componenti. “Il presidente della Commissione provinciale per il Congresso -si legge infatti- stigmatizza fortemente il comunicato emesso da componenti delle mozioni Cuperlo e Civati in merito al regolare svolgimento delle riunioni dei circoli della provincia di Messina.

Intanto, appare indispensabile sottolineare come la Commissione Provinciale per il Congresso, sebbene composta anche dai rappresentanti le mozioni congressuali, non è diretta emanazione di alcun deputato sia esso regionale o nazionale, ma ha sempre lavorato, pur nelle difficoltà, per garantire una piena agibilità ed il corretto svolgimento di tutte le fasi congressuali.

Ne è testimonianza il fatto che, pur in un momento di competizione e confronto, lo stesso organismo ha costantemente ricercato e trovato una sintesi tra le varie posizioni legittimamente rappresentate  in seno”.

Chiarita l’indipendenza dell’organismo, si sottolinea che tutto è stato relativamente tranquillo fino a quando “le ufficiali comunicazioni dei garanti presso le riunioni di circolo, non hanno plasticamente (sic, ndr) rappresentato e fatto emergere gli equilibri elettorali fra le mozioni e le componenti”.

Degli equilibri (o meglio, delle lotte intestine e non da poco, con pugnalate alle spalle degne della migliore Democrazia Cristiana) e della loro origine in realtà se ne parlava sui media da mesi, ma per la Commissione è cosa delle ultime settimane. Come sempre, è una questione di punti di vista.

E poi le irregolarità, che Ciccolo definisce supposte, e che “fanno riferimento alla città capoluogo casualmente tralasciando le potenziali imperfezioni in termini sia di convocazione che, di conseguenza, di partecipazione degli stessi esponenti delle mozioni in circoli in provincia e riconducibili per come emerge dai dati elettorali congressuali, a vari esponenti istituzionali del PD provinciale.

Si parla peraltro di  irregolarità facendo riferimento ai circoli di Messina n° 3, 4 e 8, in riferimento ai quali si sono invece semplicemente verificate piccole sviste, comprensibili e giustificabili nell’ambito dello svolgimento di 78 riunioni di circolo in due giorni che la commissione per il congresso ha faticosamente gestito con successo. Piccoli difetti in sintesi, della stessa natura di quelli che si sono verificati in provincia (dove però nessuno ha sollevato problemi) che comunque non hanno impedito agli iscritti di votare per le mozioni.

Pertanto, nella consapevolezza delle difficoltà scaturenti dall’organizzazione di 126 riunioni di Circolo sparse su tutto il territorio provinciale e sviluppatesi in un arco di tempo risicatissimo, la Commissione Provinciale pe il Congresso, riafferma la piena legittimità delle metodologie condivise utilizzate, fermo restando che la Commissione stessa effettuerà un’attenta verifica dei parametri imposti dal Regolamento prima dell’insediamento della Convenzione Provinciale”.

Difficoltà o no, resta il fatto che le percentuali bulgare destano sempre un certo sospetto, almeno negli osservatori più attenti. L’impressione generale è quella di un partito allo sbando, con vecchie volpi della politica pronte a sbranare i giovani agnelli che, per inciso, una svegliata potrebbero pure darsela, mentre gli ideali e i concetti di trasparenza e lealtà verso gli elettori paiono essere ormai solo zavorra fastidiosa.