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La city che cambia dal basso

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Mariangela Donato

Eccoci, si rientra dalle vacanze natalizie. Gli uffici, le scrivanie e i loro titolari, si riprende tutti il proprio posto. “Chi non lavora non fa l’amore” cantava Adriano Celentano, eppure al messinese medio manca tutto, dice lui, ma certamente non l’ammore.

E’ uno sfaticato cronico, leggende metropolitane raccontano, che cerca lavoro di giorno e la notte prega per non trovarlo. Oggi, vi racconterò il contrario.

In un ridente paesino marinaro della nostra city affacciato sul mare e di estremo fascino che diede i natali a questa irriverente viperetta che vi scrive settimanalmente, presso la scuola Città di Firenze un gruppo di genitori ha dato vita a un comitato, prendendosi cura degli spazi esterni e interni del plesso scolastico.

Si sa, per i figli siamo disposti a tutto. Prende pertanto vita questa innovativa forma di volontariato. I genitori dei piccoli alunni della scuola di Torre Faro decidono così di autogestirsi, creando gruppi di lavoro e turni per ripulire gli ampi spazi che circondano l’edificio e ripitturare i locali.

Durante l’ultima tornata elettorale, il nostro attuale sindaco scelse uno slogan, diventato ormai un tormentone: cambiamo Messina dal basso.

Mi riservo dall’esprimere se realmente Messina e la sua amministrazione stiano cambiando, ma i messinesi, con tanto di sorrisino speranzoso (devo ammetterlo) sono in fase di evoluzione.

Pronti a scendere in piazza, non per manifestare, ma a combattere per i propri diritti. Pronti a mettersi in gioco, anche se bene o male un lavoretto on black lo abbiamo tutti, noi messinesi stiamo dando dimostrazione del fatto che siamo disposti a lavorare per la comunità. Avete presente la famosa Banca del Tempo? Ecco, si potrebbe creare una cosa simile, mettendola a disposizione dell’amministrazione comunale, in cambio di sconti su tasse e imposte.

Settimane, le scorse, passate parlando di tares sì-tares no. E se facessimo e proponessimo a questo Comune che voleva proprio ripartire dal basso, una sorta di baratto? Se noi pagassimo un po’ meno questa immondizia, in cambio di servizi volontari volti al bene comune?

Sarebbe bello poter avere uno sportello dove ogni cittadino possa donare qualche ora del proprio tempo, fornendo altresì indicazioni sul lavoro che vorrebbe e potrebbe svolgere.

Io, per esempio, vorrei guidare un autobus, un tram o anche un piccolo pullman, una sorta di navetta, magari un servizio scuolabus o, perché no?, potrei andare a metter il cibo nell’acquario di Villa Mazzini. E ancora, visto che adoro stirare, potrei prendermi cura dei vestiti di Mata, Grifone e dei loro compagni d’avventura che sfilano in occasione del ferragosto messinese. Se serve poi anche una nuova acconciatura alla Madoninna o un restyling degli abiti e dei personaggi della nostra Vara, non ci sono problemi.

Eviterei, avendo il pollice di un normale color carne e non verde prato, di adottare un’aiuola, ma so che c’è a chi farebbe molto piacere. Si potrebbe, inoltre, riscrivere e prendersi cura delle targhe con i nomi delle vie, occuparsi quindi della toponomastica.

Ebbene sì, di idee tante, di voglia di fare anche: quindi, signori, al mio tre tutti giù per terra. Messina ci aspetta dal basso, le porte di Palazzo Zanca sono aperte per concretizzare le proposte. E dall’alto, vi giungano i miei soliti baci a pioggia!

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.