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Strane presenze a San Saba

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Per questo nuovo appuntamento con il “Grimorium Messanae” ci spostiamo nella zona tirrenica, a San Saba. La storia ci è raccontata dal signor Antonio, che ne fu testimone diretto e ancora oggi ne parla malvolentieri.

“Oltre 10 anni fa mia sorella si sposò e andò a vivere con mio cognato al pianterreno di una casa a San Saba, a pochi chilometri da Messina. All’inizio tutto andò bene. Poi, una notte, mio cognato sentì dei colpi ritmici, come se qualcuno mandasse un segnale. Capendo subito di cosa si trattava, battè anche lui dei colpi ed ottenne una risposta. Preparò l’alfabeto e quando la mano inizò a muoversi da sola venne fuori la storia di un’anima inquieta che viveva in quella casa. Per nulla preoccupati, all’inizio mia sorella e mio cognato vissero quell’avventura quasi come un gi, fatto di segnali, oggetti che si materializzavano e mobili spostati. Poi, un giorno, la guerra: l’anima aveva fatto materializzare una collana d’oro per  mia sorella, ma mio cognato le impedì di accettarla.

Inizò il periodo più brutto della loro vita, perché l’anima inizò a tormentarli, rompendo oggetti (compreso un crocefisso di marmo pesantissimo) e impedendo loro di dormire in tutti i modi. Io stesso, che non credo all’aldilà, fui testimone di questi avvenimenti. Un giorno li accompagnai a casa e oltre a trovarla sottosopra ad un certo punto fui colpito alle spalle da un posacene scagliato con violenza da una presenza invisibile. Scappai da quella casa e non ci rimisi più piede. In un ultimo tentativo disperato di sistemare le cose mio cognato chiese all’anima chi fosse e perché si comportasse così. Quella rispose di scavare sotto il pavimento della veranda. terrorizzati, per giorni e giorni mia sorella ed il marito cercarono di contattare la padrona di casa, che abitava nell’appartamento al piano superiore, ma questa non rispose mai. Non sapendo cosa fare, lasciarono la casa e rientrarono a Messina. Di quella storia non ne parliamo mai, ma da allora non prendo più in giro chi parla di spiriti e anime dannate”.