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IUC. Prendi uno e paghi tre: IMU, TASI e TARI

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Foto Paolo Furrer
Foto Paolo Furrer

Scaduto ieri il pagamento della TASI adesso incalza la TARI. Il Comune di Messina è stato uno dei pochi in tutta Italia a fare i compiti e così, invece di consentire ai messinesi di respirare fino a dicembre, ha creato un percorso scaglionato di rateizzazioni fino ad aprile 2015, che porterà a pagare ben due tasse: la TASI e la TARI.

E questo senza tener conto che molti hanno ancora le ossa rotte per aver dovuto pagare la TARES del 2013. I pochi fortunati potranno pagare le tassazioni in un’unica soluzione entro dicembre 2014, per comuni mortali invece il calvario potrà continuare fino ad aprile dell’anno prossimo, quando scadrà la quarta rata della TARI.

Troppa presto e con troppa enfasi si è scritto che con la TASI si sarebbe pagato di meno rispetto alla TARES del 2013. Tutti giù a scorrere le tabelle di raffronto che i vari quotidiani si erano affettati a pubblicare per vedere quanto si sarebbe potuto risparmiare.

E tra voci anche di peso politico-amministrativo che vantavano un avanzo di cassa per il 2013 di oltre 6 milioni di euro (salvo la clamorosa recente marcia indietro) e parole nuove come IUC, TASI e TARI, il messinese è diventato come l’allocco davanti al gioco delle tre carte. Ché tra Imposta unica comunale (IUC), Imposta municipale (IMU), Tassa sui servizi indivisibili e Tassa sui rifiuti (TASI e TARI) un minimo di confusione è quantomeno comprensibile.

Preso e sorpreso dalla parola detrazione, non si è reso conto che avrebbe pagato molto di più del 2013. Quella che chiamavamo TARES oggi si è divisa in due tasse: la TASI (la tassa sui servizi indivisibili, come la luce della città o la manutenzione delle strade) e la TARI (la tassa sulla spazzatura). E già solo per questo possiamo dire che il dovuto è quasi raddoppiato. L’anno scorso, la componente di tassazione per i servizi indivisibili era pari allo 0,30% per un ogni metro quadro di proprietà, oggi invece il Consiglio Comunale ha previsto l’aliquota massima pari al 3,3 % e il fatto che tale aliquota sia applicata alla rendita catastale degli immobili non cambia di molto la prospettiva.

Se a questo aggiungiamo le vicende e i costi che nel 2014 hanno interessato la raccolta dei rifiuti a Messina, possiamo tranquillamente dire che ci troveremo anche per quest’anno con altri 40 milioni di euro sul groppone da coprire attraverso la TARI.

Ma non basta. Se prendiamo a modello i non pochi messinesi che per reddito, eredità o per essersi fatti la casa a mare spesso si trovano con almeno due immobili, potremmo apprezzare l’applicazione della IUC. L’imposta unica comunale prevede che a giugno si sia già pagata l’IMU (tassa patrimoniale da pagare quali proprietari di seconde case) e che poi di seguito si provveda a pagare TASI e TARI in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2014 o con la rateizzazione entro aprile 2015.

Andrea La Versa