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Il padre guarisce dal coronavirus al Cutroni Zodda, la figlia: “L’umanità mostrata dai medici è stata sbalorditiva”

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MESSINA. Ci sono angeli che vivono al capezzale dei malati e nelle corsie d’emergenza. Angeli che in questi tempi duri volano con le loro ali di misericordia muniti di pazienza e immenso coraggio. E nella storia del messinese Placido Caminiti, 69 anni, paziente guarito dal coronavirus, di angelo ce n’è più di uno. A raccontarci la sua storia è la figlia Sonia, che non lo vede dai primi di marzo. L’uomo, nell’ultimo mese e mezzo, è stato ricoverato al COVID hospital dell’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto, da dove è stato dimesso qualche giorno fa. “Proprio oggi – dichiara Sonia Caminiti – la mia famiglia e io abbiamo inviato una lettera a tutti i medici e gli infermieri del reparto ai quali saremo per sempre riconoscenti. Pur non avendo mai varcato la soglia dell’ospedale, per tutto questo tempo ci siamo sentiti come a casa. La disponibilità, la professionalità e soprattutto l’umanità mostrata dai medici, alla guida di un altrettanto attento personale infermieristico, è stata sbalorditiva. E mio padre è stato seguito non solo per il coronavirus, ma anche per altre patologie pregresse”. Ringrazia tutti la famiglia Caminiti, ma in particolare l’infermiera Silvia Di Girolamo. “L’infermiera Di Girolamo ha mostrato grande competenza – continua la signora Caminiti – ma quello che non ha prezzo è il suo calore umano. Lei ci ha accompagnato passo dopo passo, in modo fraterno, in questa dolorosa esperienza, supportandoci e facendoci superare qualunque distanza e oggettiva impossibilità di stare accanto a mio padre. Ci ha trasmesso tutto l’amore che mette nel suo lavoro e che dà ai suoi pazienti. La sua dolcezza e la sua serietà sono tipiche di chi si occupa dei malati per vocazione”. Placido Caminiti è sicuramente un eroe. Alle soglie dei 70, diabetico e reduce da un ictus, ha sconfitto il coronavirus. Una roccia più che un uomo, soprattutto sul fronte psicologico. Non è da tutti riuscire a lottare con tanta forza, seppur con il supporto della fede. “Mio padre ha rafforzato la sua fede durante questa malattia – racconta ancora la figlia. Il nostro amore e l’affetto del personale ospedaliero lo ha sorretto, ma lui, comunque grato, dichiara che forse non ce l’avrebbe fatta senza l’aiuto di Dio”. Prima di arrivare al Cutroni Zodda, Placido Caminiti era stato ricoverato lo scorso dicembre all’ospedale Piemonte di Messina per essere sottoposto a un piccolo intervento al cuore. Tornato a casa era però finito poco dopo al Policlinico causa di un ictus. Da lì, in febbraio, era stato trasferito alla clinica Cristo Re per la riabilitazione. E adesso è tornato lì per proseguire le cure. “Non potremo mai dimenticare questa dolorosissima esperienza – conclude Sonia Caminiti – ma conserveremo nel nostro cuore il dolce ricordo degli angeli che ci hanno protetto all’ospedale barcellonese, certi del fatto che altri riceveranno da loro le stesse attenzioni e le stesse premure”.