Il IV Quartiere contro lo sfruttamento della prostituzione

A Messina il quadrilatero del sesso è quello compreso tra le vie La Farina, Mariano Riccio e Industriale e piazza della Repubblica.
Donne di ogni età e provenienza (per lo più straniere che arrivano nel pomeriggio da Catania e se ne ripartono la mattina presto), papponi che vivono alle loro spalle, clienti, ragazzini curiosi.
Ma anche chi in quelle zone ci vive e pur nel rispetto delle esigenze altrui, vorrebbe essere un po' più tutelato.
Le locali di solito esercitano in casa e non appena fa buio da questa porzione di città (il regno dei prostituti è un po' più in là, dalla camera di commercio al porto) ci si passa il meno possibile e si cerca di non rompersi l'osso del collo per la mancanza di illuminazione.
Una situazione di degrado morale e materiale che dura da anni e alla quale nessuno sembra intenzionato a porre rimedio. A prendere in mano la patata bollente il Consiglio della Quarta Circoscrizione, che con la delibera 17 del 2013 ha impegnato all'unanimità la deputazione nazionale di Messina a “presentare una proposta di legge per riformare la normativa in materia di prostituzione, secondo i principi sopraenunciati”.
Di fatto, ai parlamentari di Messina si chiede di far rivedere la legge Merlin, voluta dalla parlamentare socialista che voleva restituire dignità alle donne, ma i cui buoni propositi rimasero a metà.
E in attesa che qualcosa si muova a Roma rispetto a una legge che ha sì interrotto lo sfruttamento delle donne da parte dello Stato ma non ha risolto il problema della regolamentazione della prostituzione, il Consiglio del IV Quartiere ha anche impegnato l'amministrazione Accorinti “a potenziare l'illuminazione pubblica, ove necessario, nel quadrilatero compreso tra Piazza della Repubblica, via Mariano Riccio, via Industriale e via La Farina, di installare un sistema di video sorveglianza collegato alle Forze dell'ordine, così da potenziare i controlli, di effettuare tutti gli adempimenti per ottenere una convocazione del “Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica” e coordinare i servizi di vigilanza e controllo, di attivare il Dipartimento Servizi Sociali e coinvolgere le associazioni di volontariato del settore per disincentivare il fenomeno e sostenermi psicologicamente e di impegnare l'amministrazione comunale ad applicare i rimedi sanzionatori nell'ambito dei poteri conferiti dalla vigente normativa”.
Del resto, la legge 125 del 24 luglio 2008, il cosiddetto Pacchetto di scurezza, varato per contrastare fenomeni di illegalità diffusa collegati all'immigrazione illegale e alla criminalità organizzata, attribuisce al sindaco la possibilità di adottare provvedimenti urgenti per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana.
“Sia chiaro che questa proposta non intende condannare nessuno -dichiara Francesco Palano Quero, presidente del IV Quartiere. Il vero problema non è la prostituzione in sé ma lo sfruttamento delle donne, la loro salute e l'incolumità di chi vive in zone frequentate dagli sfruttatori e dai clienti. I residenti hanno più volte denunciato la gravità della situazione ed è giusto che siano tutelati. Non abbiamo dati precisi sulla prostituzione a Messina, ma è un fenomeno da non sottovalutare”.
Secondo la commissione Affari sociali della Camera, le prostitute sarebbero in Italia dalle 50 alle alle 70 mila. Almeno 25 mila sarebbero immigrate, 2 mila minorenni e oltre 2 mila le donne e le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi. Il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29,1% in albergo, il resto in case private. Nove milioni gli italiani che le frequentano, mentre mancano i dati sulla prostituzione maschile.