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Il Consiglio Comunale ha bocciato il Piano di Riequilibrio

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Con 20 astenuti, 13 contrari e un voto favorevole il Consiglio comunale ha detto no al Piano di Rientro proposto dall’amministrazione Accorinti. Cronaca di una bocciatura annunciata, che comunque non sposta di un millimetro i piani dell’esecutivo, che adesso potrà chiedere di ottenere una prooroga di altri 60 giorni per rivedere il piano.

Il Consiglio comunale è stato convocato ieri sera dalla presidente Emilia Barrile per le 21.30. Si inizia intorno alle 22 con un accorato intervento del sindaco Accorinti che chiede collaborazione e ricorda le difficoltà di amministrare la città in fase di pre dissesto.

22.19 Prende la parola il vicesindaco Guido Signorino. “Affrontare l’esame della situazione del Comune mi fa capire il senso profondo di quanto ha detto il sindaco. E’ una situazione complessa, che vive forti difficoltà. Anche a causa delle riduzioni dei trasferimenti ha crisi liquidità, ma anche a causa di condizioni di gestione che non hanno saputo affrontare queste questioni. E’ stato un lavoro intenso e duro e abbiamo cercato di venire a capo dei debiti.

Nel Piano è stato inserito il 25% dei debiti latenti. Abbiamo affrontato il venir meno della convenzione con l’Amam, una delle gambe più importanti del vecchio piano presentato dal commissario Croce. Il venir meno di questa opportunità ha reso necessario recuperare su altri fronti queste risorse mancanti. Ci sono interventi che riteniamo praticabili e non fortemente invasivi. Abbiamo lavorato sulle economie di bilancio e portato a regime risorse già destinate al saldo dei debiti per transazioni precedenti, che nel bilancio 2013 ammontano a 7-8 milioni. L’Amam ha fatto pervenire una proposta di piano economico-finanziario che può consentire una partecipazione all’utile di 7 milioni in 10 anni.

Il risparmio sulle risorse del personale ammonta a 25 milioni, mentre la gestione economica dell’energia, con le revisioni dei contratti comporterà un riaprmio di 3 milioni l’anno, che potrebbe aumentare con negoziazione su libero mercato. La Finanziaria regionale indica l’introduzione di un contributo decennale per comuni in fase di pre dissesto, che per Messina può ammontare a 30  milioni per il prossimo decennio.

Il recupero delle sanatorie edilizie prevede entro il 2013 entrate per 5 milioni 100 mila euro.  Lo sforamento del Patto di Stabilità 2011 è ancora sotto giudizio del Consiglio di Stato e alla riapertura del dibattito si dovrà tenere conto della sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito le sanzioni per i Comuni delle Regioni a statuto speciale.

Per quanto riguarda la lotta all’evasione, abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle Entrate e si stima un incremento di un milione 300 mila euro l’anno. Il risparmio sui fitti passivi è già attivo e comporta economie di 800 mila euro l’anno e quindi 8 milioni in 10 anni. Riteniamo che la riforma delle zone catastali, oltre ad avere un impatto positivo tra il 10 e il 15% in relazione al gettito fiscale collegato, che determinerà una maggiore equità del carico fioscale. Il risparmio degli interessi sui mutui è stato stimato in 12 milioni dall’Area Finanziaria e l’incremento delle entrate dai servizi a domanda individuale porterà 3,1 milioni. Nel complesso, il Piano dimostra condizioni di equilibrio. L’impegno dell’amministrazione per il contenimento delle spese è testimoniato anche dal fatto che rispetto al 2012 nel 2013 le spese di rappresentanza sono calate del 96%.

Una volta ricevuto il Piano, il ministero dell’Interno o lo approva o prevede atti di consolidamento. Proponiamo questo Piano affinché il Consiglio possa valutarlo.

22.32 Iniziano gli interventi dei consiglieri. Prende la parola il Presidente Commissione Bilancio Franco Mondello, che parla anche per l’UDC. “Prima di iniziare, chiedo che fine ha fatto proprosta di delibera del Piano di Riequilibrio pluriennale, la prima proprosta di delibera, che ha già avuto primo parere negativo. La Commissione non ha ricevuto la proposta di delibera e non vorrei che nei prossimi giorni mi arrivasse un altro piano in Commissione”. Tranquillizzato dal vicesindaco Signorino che la sola proposta è quella presentata in Aula per il voto, Mondello prosegue.

“Signor sindaco le devo dire la verità, ho sentito il suo intevrento accorato, ho visto il suo affanno nell’espilicare lo stato dell’arte e farci capire l’impegno che lei e l’amministrazione state applicando a tutte le procedure. Lei ci ha chiesto di essere responsabili e noi siamo molto responsabili. Il più delle volte il Consiglio ha supplito alle  vostre mancanze. Il 14 agosto siamo stati chiamati con urgenza per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio dell’ATO 3. Poi la proposta è stata ritirata e non si sa che fine abbia fatto. Il 30 dicembre 2013 ha dovuto acquisire la mattina il parere di regolarità dei Revisori dei Conti e approvare all’ultimo momento il Previsionale 2013. Abbiamo approvato con grande sacrificio e responsabilità la proposta di delibera della TARES, una proposta micidiale che ha piegato le casse delle famiglie, assumendosi responsabilità più del dovuto. .

Questa proposta di delibera descrive in maniera accademica e senza azioni incisive ciò che il Piano di Riequilibrio dovrebbe attuare. Questo piano non ci convince. Non so se ci saranno i tempi supplementari. In Commissione Bilancio è emerso il problema sull’applicazione del comma 573 della Legge Finanziaria 2014 e il vicesindaco sa benissimo che nel momento in cui non approveremo questo Piano ci saranno tempi supplementari. Se questa proposta non passerà, la prego nell’interesse della città di concentrarsi su questo aspetto: mandare in dissesto la città è una grande iattura e non darà né presente né futuro a nostri figli. Le chiediamo entro 30 giorni di presentare piano di riequilibrio veritiero che stabilisce scadenze e che ci dia l’opportunità di vedere i contratti di servizio”.

22.55 Paolo David “Questo è un film che abbiamo già visto signor sindaco. Lei mi parla di coscienza, rispetto, affetto: ma la coscienza la deve avere lei nei confronti nostri. Noi del PD siamo gruppo di maggioranza e siamo sempre stati pronti ad accettare i problemi dell’amministrazione. Quando si è candidato lei sapeva a cosa andava incontro. Lei deve trovare le soluzioni o dire alla città che siamo prossimi al dissesto. La gente deve saperlo e lei deve avere il coraggio di dirlo. Lei non può accollare al Consiglio comunale il dissesto. Mentre ieri sera noi del PD eravamo qui a cercare soluzioni, lei era all’ANCI. Lei doveva chiamare prima la deputazione, prima Roma, prima Crocetta perché dia i milioni promessi. Lei non ha parlato di numeri, perché lei i numeri non li conosce. Non può parlare del piano strategico della città. Lei deve dire che siamo prossimi al dissesto e che questo piano non ha nessuna garanzia. Lei non ha certezza che Corte dei Conti avallerà questo metodo. Come PD noi ci asterremo”.

23.04 Antonia Russo “Non ho potuto studiare questa delibera. Di solito preferisco interventi tecnici, ma questa sera non ho potuto visionare il Piano di Riequilibrio, arrivato solo oggi. Non riesco a valutare determinati conteggi e l’iter che vi ha portato a questo piano. Questa sera il Consiglio sta dichiarando il dissesto politico, la bancarotta di questa amministrazione. Non abbiamo visto il progetto politico di questa amministrazione. Sappiamo tutti che i conti sono disastrati, ma lei signor sindaco non si è candidato a guidare Parma, Vercelli, Mantova. Ci sono conti e problematiche che lei conosceva, lei deve risolvere le problematiche di questa città. Il Piano doveva essere studiato il giorno dopo la vostra vittoria. Il momento dopo il brindisi dovevate iniziare a studiare il vostro piano. Noi vediamo una strategia, non un piano. Il Piano di Croce aveva una strategia dilatoria per avere tempo in più. E’ questa la vostra politica per allontanare lo spettro del dissesto? Abbiamo votato il Consuntivo perché non era un atto di questa amministrazione, così come il Previsionale. Abbiamo votato la TARES perché se no saremmo caduti nel fallimento. Sessanta giorni in più non credo basteranno. Questa delibera sembra una semplice dichiarazione di intenti e con una dichiarazione d’intenti la Corte dei Conti ci riderà in faccia. Mi asterrò, ma cerchiamo di cambiare rotta. I vosti nemici non sono i consiglieri, noi temiamo i pareri della Conte dei Conti e del ministero dell’Interno”.

23.11 Giuseppe Santalco “Questo Piano di Riequilibrio è un compitino di studenti di terza media che raggiunge appena la sufficienza. Comprendiamo tutto: i ritardi degli uffici, il Ragioniere Generale che per scaricarsi di responsabilità richiama le lettere dei Dipartimenti. Ma ci sono troppi dati vacui di contenuto. Il segretario generale ha verificato l’asseverazione debiti? Qui ci sono numeri che non si sa da dove spuntano. Il precedente Piano illustrava con chiarezza tutti i dati e chi lo leggeva poteva esprimere un parere. Io volevo votare questo Piano di Riequilibrio perché la città ha bisogno di un piano serio. Dopo 8 mesi non siete riusciti a dare un Piano di Riequilibrio. Qui state giocando con il fuoco. Voi oggi non mi avete consentito per carenza di documentazione di esprimere il mio parere e tra due mesi vi troverete peggio di ora. Non consentiamo a nessuno di non farci votare sulla nostra pelle. Non ci avete consentito di votare e lo hanno formalizzato anche i Revisori dei Conti. Signor sindaco cambi registro, perché siamo molto preoccupati. Meglio dichiararlo ora il dissesto che continuare con questa agonia”.

23.22 Giuseppe Trischitta “Quando si parla di dissesto ricordo sempre che tutto parte dalla Giunta Providenti. Nel ’94 il Ragioniere Generale Saija scoprì nei residui attivi una disponibilità di 570 miliardi da spendere. Non hanno risanato ATM, ma hanno fatto spettacoli a non finire e tutte le strade furono asfaltate. Come Forza Italia eravamo pronti a votarlo, ma da mesi chiediamo di non ridursi all’ultimo giorno. Questo piano siamo costretti a non votarlo, ma non possiamo fare altro perché non siamo in grado di sovvertire il parere dei Revisori dei Conti perché non abbiamo avuto modo di valutarlo e pochi di noi hanno avuto la delibera a disposizione. Quando vedo lei, signor sindaco, penso sempre alla distruzione del futuro dei miei figli e di quelli che verranno. Lei, Genovese, il Gruppo Franza e D’Alia avete scelto per noi perché non avete voluto il ponte. E poi in sette mesi non siete intervenuti sull’avvocatura. Lei contestava Genovese che ha nominato 15 avvocati e 15 ne avete lasciati”.

23.33 Lucy Fenech “Noi di Cambiamo Messina dal basso voteremo a favore. Questo Piano di Riequilibrio è nato nei sei mesi precedenti e non nelle ultime ore”.

23.35  Daniele Zuccarello “Oggi avevate una grande possibilità, quella di scoperchiare i vasi di Pandora di questa città, potevate dare nome e cognome a chi ha provocato i danni alla città. Invece non vi state attivando per fare quello che avreste potuto fare. Oggi Renato non ti puoi più permettere di scaricare colpe su altri. Questo Piano non avrà il voto dell’Aula e spero che avrete il tempo di presentarne  un altro”.

23.28 Elvira Amata “Grande è il disagio dei Riformisti. Disagio che nasce dalle modalità di proposizione della delibera. E’ incomprensibile che si sia tentato prima di presentare per farlo bocciare il piano di Croce che la stessa amministrazione aveva chiesto a settembre alla Corte dei Conti di sospendere. Averlo avuto ieri sera ci ha impedito qualsiasi tipo di controllo. Neanche i Revisori sono stati in grado di entrare nel merito della delibera, ma hanno comunque evidenziato che non c’è la sostenibilità finanziaria. Non tendiamo in alcun modo concorrere alle soluzioni che ponete in essere. Non possiamo sostenere questo piano perché non esiste e non pensiamo che in 60 giorni possiate presentare qualcosa di meglio. La campagna elettorale è finita. Le chiacchiere possono ammaliare i cittadini, ma non Corte dei Conti. Forse è meglio dichiarare il dissesto, che non è detto che sia il male peggiore”.

Alle 23.44 si va al voto, che deve essere espresso entro la mezzanotte. La votazione è chiusa alle 23.47. Presenti 34, 20 astenuti, 13 contrari, uno favorevole e il Piano di Riequilibrio dell’amministrazione Accorinti è bocciato. Poi si vota l’immediata esecutività, che passa con 30 favorevoli e 4 astenuti.

Riprendono gli interventi dei consiglieri e alle 23.51 Pio Amadeo prende la parola e definisce la proposta di delibera “pasticciona e pasticciata”.

23.57 Piero Adamo “Speriamo tutti che ci siano i tempi supplementari di questa partita. Abbiamo discusso un piano che è manchevole nei fatti. Come dicono i Revisori è una valida dichiarazione di intenti, ma servono i fatti e purtroppo i fatti non c’erano. Manca il gruppo del presidente della Regione ed è gravissimo. Crocetta che alla città dedica solo promesse oggi fa mancare i suoi uomini. La Regione deve dare risposte alla città e ringrazio il collega Amadeo per l’autonomia di pensiero. Spero che ci siano i tempi supplementari, ma dobbiamo arrivare con le carte a posto. Il rodaggio è finito”.

00.03 Daniela Faranda “Questo è un documento politico, importantissimo la nostra città, che la impegna per i prossimi 10 anni. Siamo qui per assumerci delle responsabilità, ci siamo candidati per questo. In 12 ore valutare un Piano di Riequilibrio se è stato difficile per i Revisori, figuriamoci per noi. Se al piano si è lavorato per mesi, come mai non ne abbiamo saputo nulla? Fa rabbia votare a mezzanotte meno venti un documento che ci è stato dato questa mattina. Mi auguro che in futuro questa amministrazione ci dia delle proposte che possiamo votare e non all’ultimo momento come siamo stati costretti a fare oggi”.

00.08 Simona Contestabile “Sono d’accordo con la Lo Presti che la volta scorsa disse che l’amministrazione ha bacchetta magica. Ci stavano portando a votare la delibera precedente, pur non potendolo fare. Mi dispiace che ancora una volta il Consiglio abbia fatto da bastone al vicesindaco, che ha cercato di derogare ad una norma e pretendo delle scuse”.

La presidente Barrile dà la parola al vicesindaco Signorino per la replica. “Mi dispiace di avere utilizzato fuori verbale espressione non corretta. Ma le ipotesi di violazione sono totalmente infondate. C’era la proposta di reiezione di un vecchio Piano di Riequibrio come passo propedeutico per un nuovo Piano. Nessuna violazione di norma, ma l’aggancio alla Legge Finanziaria 2014. Per evitare dissesto abbiamo proposto la reiezione di un Piano di riequilibrio privo di ogni fondamento di sostenibilità e abbiamo dovuto rivedere consistenza massa debitoria, visto che non c’era quantificazione precisa e certa dei debiti”.

00.23 Nina Lo Presti per l’ultimo intervento. “Il sindaco deve individuare responsabili di questa situazione. Chi ha governato prima ha rinviato i problemi alle amministrazioni successive, ma la maggioranza dei messinesi non conosce l’origine dei problemi strutturali, non conosce nomi di chi ha sbagliato. Questo Piano avrà un costo sociale pari al default e ricadrà sulle spalle dei giovani”.

A mezzanotte e 32 il Consiglio si è concluso.