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Il bambino fantasma

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L’entrata della Galleria Santa Marta durante la II Guerra Mondiale

Incrociare un fantasma non è mai un’esperienza piacevole. Ma se l’anima in questione è quella di un bambino, alla paura si uniscono la tenerezza e la pena. Tra le stante storie che circolano a Messina, una riguarda il fantasma di un bambino. A raccontarcela è Marcella D.

“Premetto che non credo ai fantasmi e cose del genere. Però, cinque anni fa sono stata testimone di un fatto stranissimo. Era sera tardi ed ero andata ad assistere mio padre, ricoverato in una clinica privata. Non trovando parcheggio, nel pomeriggio avevo lasciato la macchina nei pressi della Galleria Santa Marta. Saranno state le 10 di sera. Ad un certo punto noto che da una casa (disabitata?) esce fuori un bambino vestito come ci si vestiva subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dico questo, perché quando lo vidi mi ricordai di una vecchia foto di mio padre: maglietta a righe, pantaloncini corti tenuti su dalle bretelle, calzini abbassati e scarpette di cuoio. Lo guardai un attimo negli occhi pensando come mai a quell’ora un bambino che non poteva avere più di 7-8 anni fosse in giro da solo. Ma ho avuto solo il tempo di fare questa considerazione che il bambino mi sorrise, mi salutò con un cenno della mano e poi scomparve. Non so spiegare come, ma un momento c’era e l’attimo dopo non c’era più. Arrivai come potei alla macchina e per almeno mezz’ora rimasi ferma perché le gambe mi tremavano talmente tanto da non riuscire a mettere in moto la macchina. Nei giorni successivi accennai vagamente la cosa ad una delle infermiere della clinica, che mi aveva detto di essere nata e cresciuta in zona e lei mi raccontò di un bimbo piccolo, meno di dieci anni, morto per cause mai appurate nel secondo dopoguerra. Vero o no, mio padre rimase in clinica altre due settimane e per tutto quel tempo non parcheggiai mai più la macchina vicino alla Galleria”.