Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Gli spiriti malvagi di via La Farina

Letto 5768 volte

A volte, le apparizioni inspiegabili della città di Messina, delle quali cerchiamo di dare una mappa il più possibile esaustiva, possono risultare pericolose per le persone che hanno la sventura di incrociarle. Come nell’episodio della “casa maledetta” di viale Annunziata, riportato nell’ottava puntata di “Grimorium Messanae”, le manifestazioni paranormali hanno la facoltà di aggredire fisicamente una persona a loro particolarmente sgradita o intollerabile per chissà quale ragione.

Nel fitto reticolo di strade tra la via La Farina e Maregrosso, sorge un appartamento da tempo disabitato, che ha costretto i suoi proprietari (ed i successi inquilini) a fuggire in fretta e furia per non rischiare incolumità fisica e mentale. Come sempre, per tutelare i protagonisti di questa terribile vicenda eviteremo di riportare i nomi reali e l’indirizzo della dimora, che potrebbe ricondurre facilmente alle persone interessate. Dopo qualche insistenza, la signora Flavia, ci ha gentilmente parlato della sua terribile disavventura, nonostante la comprensibile ritrosia nel rivangare una vicenda che l’ha profondamente segnata:

“I fatti risalgono ad una trentina di anni fa. Io e mio marito ci stavamo per sposare e, tramite un conoscente, eravamo riusciti ad avere questa casa in affitto. A dispetto di quello che si potrebbe pensare, ricordo che quando varcai per la prima volta la soglia del nostro nuovo appartamento, non sentii nulla di strano, anzi, mi convinsi che quella casa, amorevolmente arredata nei giorni precedenti le nozze, ci avrebbe portato fortuna. Nulla di più sbagliato. Già dalle prime notti mi ritrovavo ad ascoltare strani cigolii ed un inspiegabile senso di inquietudine non mi permetteva di riposare.

Quando mio marito usciva per andare al lavoro, mi sentivo spesso osservata ed avvertivo una potente ostilità, talmente forte che pareva trasudasse dai muri della casa. Durante le notti successive, cominciai a notare delle ombre che attraversavano il corridoio, come se delle persone facessero la spola continua da una stanza ad un’altra, fermandosi a confabulare di tanto in tanto. Avvertivo inquietanti brontolii e a volte perfino dei sussurri provenire dal soggiorno. Per qualche tempo mi convinsi di essermi suggestionata, o di vedere e sentire quelle incredibili immagini solo durante il dormiveglia. Sapevo che le cose non stavano in questo modo, ma era più facile accettarle. Una mattina, quando stavo per uscire, vidi formarsi sul muro l’ombra di una mano che mi invitava a seguirla. Col cuore in gola e con la voglia di fuggire, seguii la mano fino al ripostiglio, dove fui aggredita da una forza invisibile che mi pestò a sangue. Ricordo ancora la violenza con cui fui colpita. Prima di svenire, sentii una risatina malevola e soddisfatta.

Non so per quanto tempo rimasi esanime a terra, ma fu mio marito a trovarmi in quelle tragiche condizioni. Lo pregai di non portarmi all’ospedale, non volevo parlare di quello che era appena accaduto né, tantomeno, che qualcuno sospettasse che era stato proprio mio marito a ridurmi in quello stato. Lo supplicai di cambiare immediatamente casa e davanti ai miei pianti mio marito acconsentì. Proprio in quel momento, dopo la sua risposta affermativa, più voci borbottarono: “Bonu, fati bonu…”. Ancora sento i brividi corrermi lungo la schiena, pensando a quelle agghiaccianti parole. Fuggimmo velocemente e solo parecchi giorni dopo recuperammo le nostre cose grazie ad alcuni parenti”.

Molti studiosi di paranormale hanno catalogato queste forze come proiezioni di eventi violenti, accaduti nei luoghi rimasti “abitati” da queste sinistre energie. Purtroppo, non siamo nelle condizioni per appurare una simile teoria ma, di certo, è proprio a causa di numerose esperienze simili che la casa della signora Flavia è ancora oggi sfitta.