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Fondi europei per l’agricoltura, Corrao: “In Sicilia spariti 66 milioni di euro”

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Ignazio Corrao

“In Sicilia il business sui fondi europei è costato oltre 66 milioni di euro tra il 2003 e il 2013, soldi dei quali non c’è più traccia e che sono andati ad arricchire enti mangiasoldi che hanno prodotto risultati pari a zero”.

A denunciarlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, che nella scorsa fine settimana ha organizzato a Palazzo Butera a Bagheria il primo appuntamento in Sicilia degli incontri Eventi Europei.

“In Italia -ha spiegato Corrao- il peso delle frodi in agricoltura è il più alto d’Europa: secondo i dati della Corte dei Conti le risorse sottratte ammontano a circa 200 milioni di euro. L’86% delle somme da recuperare interessa quattro Regioni del Sud (Sicilia, Calabria, Puglia e Campania).

Moltissime sono le vicende che vedono protagonisti dei soggetti il cui unico obiettivo è stato quello di lucrare fondi stanziati dall’Unione Europea a sostegno dell’agricoltura. Per rendersi conto della gravità e dell’originalità delle frodi perpetrate, basti pensare che nel 2012 in Calabria si è arrivati persino a trasformare una squadra di calcio iscritta al campionato dilettantistico regionale in impresa agricola”.

All’AGEA spetta il compito  non solo di erogare i fondi ma anche di monitorarne l’uso corretto in Sicilia e in altre regioni del Meridione.

“Peccato però -accusa Corrao- che anche l’AGEA sia stata a più riprese richiamata dalla Commissione Europea perché di fatto non ha mai recuperato le risorse né prestato particolare attenzione alle erogazioni. Nel 2013 ha avviato un recupero di 180 milioni di euro derivanti da frodi avvenute nell’arco di un decennio, salvo scoprire che 109 sono irrecuperabili. Di questi, 66  sono stati fatti sparire in Sicilia. Nel frattempo, tra il 2009 e il 2012 l’Agea è costata 20 milioni di euro”.

Ignazio Corrao 5 Stelle Bagheria 1-2-2015

Sprechi anche per quanto riguarda le società partecipate che dovrebbero effettuare altri controlli come Telaer, Coanan, Sin, Agecontrol. “Solo di affitti -incalza il parlamentare 5 Stelle- il gruppo spende 6 milioni l’anno. Ha poco meno di 500 dipendenti e qualcuno si è divertito a fare il conto: ogni posto scrivania costa 12.500 euro l’anno e i dirigenti della Sin hanno uno stipendio medio annuale di 180 mila. Il problema di tali disastri è stato ed è di natura politica tanto a livello locale, quanto a livello europeo”.

A parlare dei fondi europei nel comparto agricolo in Sicilia sono stati gli esperti Diego Gandolfo e Tommaso Fontana, mentre sulla pesca è intervenuto il responsabile tecnico del GAC di Termini Imerese Giuseppe Sanfilippo. “Per quanto riguarda la nostra attività in Parlamento Europeo e sul territorio -ha concluso Corrao- vogliamo stravolgere questo sistema e far sì che gli imprenditori volenterosi e chi ha voglia di sbracciarsi non debbano scontrarsi con la burocrazia e la mala gestio. Ecco perché, oltre a perseguire battaglie nelle sedi istituzionali, vogliamo fare quanti più incontri possibile per informare direttamente i cittadini”.

Presenti all’evento il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, consiglieri comunali di Palermo, Bagheria, Termini Imerese e di altri Comuni del comprensorio e numerosi amministratori locali.

 

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.