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Fiori di Bach per vincere l’ansia

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Il dottor Giuseppe Di Prima

“Fiori al posto di psicofarmaci”. Non è uno slogan enfatico ma la verità. Siamo tutti ansiosi: l’ansia ci permette di reagire e di raggiungere risultati di rilievo.

L’ansia diventa patologica e va curata quando è eccessiva e compromette l’attività lavorativa e sociale o provoca disagi prolungati. I peggioramenti si evidenziano con la chiusura in se stessi (la depressione) o la paura di perdere il controllo (attacchi di panico).

Si può aiutare anche chi  non  vuol guarire. I disturbi dell’ansia colpiscono di più la volontà di fare; essi quindi sono spesso difficili da curare non già perché siano gravi ma perché inducono comportamenti contrari alla terapia che si sta seguendo.

La persona ansiosa o depressa, in diversi casi, mette in atto senza accorgersene dei veri e propri boicottaggi del processo di guarigione, come se una parte di lei pensasse che non sia possibile farcela.

Altre volte vuole fortemente farcela ma testardamente, a un certo punto, mentre i sintomi stanno migliorando, molla tutto pensando che ormai ne è uscita, oppure cercando nuovi tipi di cura, o personalizzandola senza più ascoltare il parere dello specialista che la sta seguendo. La guarigione nella maggior parte dei casi è molto più a portata di mano di quanto non si creda. Compito di una cura non è di far stare meglio, ma bene.

Non mollarla al primo miglioramento; la guarigione di uno stato ansioso-depressivo non segue un andamento lineare: ci sono momenti buoni e altri ancora di malessere. Non identificare questi ultimi con delle ricadute: sono eventi fisiologici. E’ indispensabile perciò proseguire fino a quando il benessere non è diventato costante.

Spesso la persona evita posti e situazioni da cui, secondo lei, sarebbe difficile allontanarsi (per es. un viaggio in treno, in autobus, o una fila al supermercato) oppure quelle situazioni in cui pensa di non poter ricevere un aiuto immediato (un luogo affollato, un posto lontano da medici). Di norma vengono prescritti psicofarmaci. Questi farmaci non solo provocano problemi di salute, ma rappresentano anche una minaccia per la società perché favoriscono lo scatenarsi della violenza. Molti farmaci noti sono perfino collegabili ad omicidi. In Italia si registra un aumento del consumo di ansiolitici e antidepressivi, anche quando non realmente necessari.

Appartengono al gruppo degli  ansiolitici i farmaci (tranquillanti ed ipnotici) efficaci nel trattamento dei disturbi d’ansia. Questi farmaci, di solito, hanno effetto nel breve termine ma assai meno nel lungo termine;  talvolta, come conseguenza del loro uso si può avere un peggioramento della sintomatologia (il cosiddetto effetto rebound) e lo svilupparsi di una certa dipendenza. Anche in considerazione di questi effetti, gli ansiolitici dovrebbero essere prescritti soltanto nei casi di ansia o insonnia grave e comunque per periodi brevi.

I farmaci più usati sono le benzodiazepine (Tavor, Xanax, Valium, Ansiolin, En, Frontal, Lexotan, Prazene, Control, Lorans, ecc.). Appartengono al secondo gruppo i farmaci efficaci nel migliorare l’umore negativo e gli altri sintomi tipici della depressione e perciò detti antidepressivi. Questi farmaci sono generalmente efficaci, ma possono indurre effetti collaterali. Generalmente, il rischio di effetti collaterali si può ridurre, cominciando il trattamento con dosi basse e incrementandole gradualmente. Gli antidepressivi non creano dipendenza.

Gli antidepressivi più usati sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e sono suddivisi in alcune molecole principali: Fluoxetina (Prozac, Fluoxerene, Fluoxetina), Fluvoxamina (Maveral, Fevarin, Dumirox), Paroxetina (Sereupin, Seroxat, Eutimil, Daparox), Sertralina (Zoloft, Tatig), Citalopram (Elopram, Seropram) ed Escitalopram (Entact, Cipralex).

La medicina naturale offre fiori distensivi e tranquillizzanti (arancio, biancospino, camomilla, tiglio, ecc.) e mette a disposizione l’iperico, ormai noto come il fiore del buonumore e offre, inoltre, con l’omeopatia, quegli estratti indicati dal medico ricercatore inglese Edward Bach che corrispondono alle caratteristiche della psiche. I cosiddetti “Fiori di Bach” hanno ottenuto il riconoscimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: oggi sono usati con successo in molti paesi e finalmente anche in due centri ospedalieri italiani (ovviamente del Nord).

Queste terapie sembrano facili e invoglianti al “fai da te” mentre sono di difficile scelta e preparazione al punto che raramente si riesce a completare una terapia se non ci si affida a professionisti scientificamente preparati e qualificati ma anche ricchi di esperienza pratica. Tutto ciò che è stato scritto ha contribuito a distorcere e far  regredire questo metodo per gli insuccessi che ha comportato. L’utilizzo non è così semplice come viene divulgato; per essere efficace questo metodo deve seguire perfettamente alcuni indirizzi:

Saper fare una diagnosi psicologica dato che i fiori curano i disordini emotivi che causano od aggravano certe patologie.

Saper scegliere fra 38 rimedi accostandone due, tre o quattro.

Saperli preparare, possibilmente senza modificare (come succede spesso) gli originali consigli del medico inglese Edward Bach.

Saperli assumere; cosa non facile che rende spesso poco efficace la terapia per via delle interferenze in bocca, dentifrici compresi.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, potete scrivere a: anticospeziale@virgilio.it