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Espropri nelle aree ZIR e ZIS: Nina Lo Presti attacca De Cola

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Nina Lo Presti, consigliere Cambiamo Messina dal basso

“Non possiamo che cogliere l’allarme lanciato dall’Ingegnere Capo del Genio Civile di Messina Gaetano Sciacca su ZIR e ZIS, dove è forte il rischio che in queste aree ex ASI, oggi di competenza dell’Irsap, si possano realizzare speculazioni che vanno oltre istanze legittime”.

A levare gli scudi sulla mancanza di indicazioni chiare rispetto alla gestione di queste aree e alla possibile ennesima colata di cemento in città è il consigliere di Cambiamo Messina dal basso Nina Lo Presti.

Sul banco degli imputati l’amministrazione Accorinti e, in particolare, l’assessore all’Urbanistica Sergio De Cola. Le aree ZIR e ZIS, originariamente destinate alle attività industriali, ormai sono parte integrante della città. Una zona vastissima, che non può non far gola ai possibili speculatori, che potrebbero essere facilitati dalla mancanza di linee guida ben precise.

“Ci lascia perplessi -commenta la Lo Presti- l’aver appreso, salvo smentita, che l’intervento politico sulla legge regionale 8 del 2012 degli onorevoli Picciolo e Greco sia stato concordato o addirittura sollecitato dall’assessore De Cola. Che, se così fosse, evidentemente ha una propria strategia in materia urbanistica non discussa né condivisa con quanti hanno supportato e sostenuto sin dalla candidatura a sindaco di Renato Accorinti l’attuale amministrazione. Tutto ciò si consuma all’ombra di una celebrata e propagandata partecipazione dal basso, che finora si è tradotta solo in scelte calate dall’alto e poi rese note”.

Secondo la Lo Presti, la stranezza più evidente è la mancata presentazione all’Irsap, l’ente regionale che ha sostituito le vecchie ASI provinciali, di un piano particellare degli espropri in merito al progetto per la riqualificazione della via Don Blasco.

“Il documento -spiega la Lo Presti- non risulta essere presente all’interno della documentazione depositata al Dipartimento Viabilità e Mobilità del Comune di Messina, nonostante il progetto per la via Don Blasco sia un’opera pubblica prodromica e complementare al futuro PIRU.

Come spesso capita in questa città la confusione regna sovrana, così come le sovrapposizioni tecniche, politiche e normative rischiano di confondere e dilatare strumenti e percorsi che dovrebbero essere trasparenti, legali e realizzati nell’interesse della collettività”.

A mettere in allarme il consigliere di Cambiamo Messina dal basso quanto affermato nei giorni scorsi da Sciacca rispetto alla legge 8 del 2012, che in assenza di un Piano Integrato di Recupero Urbano impedisce la possibilità di cambi di destinazione d’uso delle attività esistenti per bloccare sul nascere possibili speculazioni.

All’amministrazione Accorinti la Lo Presti chiede linee guida di riferimento, indicazioni chiare e l’adozione dei provvedimenti tecnici necessari per evitare contenziosi futuri.