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Eredità e divisione giudiziale

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L’avv. Antonio Tesoro

Gent.le avvocato Tesoro, sei mesi fa è morta mia madre e non ha lasciato alcun testamento, in quanto era proprietaria esclusivamente della casa dove viveva. Siccome io sono già proprietaria di una casa, ora vorrei vendere quella di mia madre che io e mio fratello abbiamo ereditato, ma lui non vuole saperne, dice che la vuole tenere per ricordo della memoria della mamma. Pertanto considerato che io voglio vendere e lui no, posso obbligarlo? Grazie, Flora G.

Purtroppo è molto frequente la circostanza a Lei capitata, in particolare quando si ereditano immobili insieme ad altri coeredi ed uno di questi non vuole vendere.

Naturalmente il rimedio per risolvere la questione esiste ma è di natura squisitamente giuridica, e questo è la “divisione giudiziale” in quanto ai sensi dell’art. 713 c.c., “i coeredi possono sempre domandare la divisione” che può essere effettuata anche parzialmente ovvero solo su un immobile e non a tutta l’eredità.

In pratica la cosiddetta, “comunione ereditaria” può essere fatta cessare da chiunque degli eredi che ne abbia interesse. L’azione, si badi bene, è personale ed imprescrittibile e la legittimazione ad agire spetta a colui il quale riveste la qualità di erede, deve essere proposta nei confronti di tutti gli eredi ed è competente il giudice del luogo dell’aperta successione.

Nello specifico, bisogna anche valutare due distinte ipotesi. Nel caso in cui l’immobile non sia divisibile il Giudice disporrà la vendita all’incanto dell’immobile ex artt. 788 e 576 c.p.c., con modalità stabilite dallo stesso delegando le operazioni ad un notaio ex art. 730 c.c.. effettuata la vendita il prezzo ricavato sarà distribuito tra gli eredi, secondo le rispettive quote.

In questo caso, qualora uno dei coeredi volesse evitare la vendita (anche perché il prezzo dell’asta molte volte scende sotto al reale valore di mercato) sarà anche possibile che che non vuole vendere richieda l’assegnazione unitaria del bene non divisibile facendosi carico di pagare  in denaro agli altri la quota di pari valore spettante. Valore questo che potrà stimarsi anche mediante periti di parte o dallo stesso consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice.

La seconda possibilità è che l’immobile sia divisibile. In tal caso si procederà al frazionamento del bene attraverso la predisposizione di un progetto di divisione, a cui seguirà l’assegnazione delle porzioni dell’immobile tra gli eredi secondo le spettanti quote. In tal modo ognuno sarà libero di disporre dell’immobile come meglio crede e anche di venderlo.

Pertanto, Lei potrà tranquillamente agire in giudizio per far valere le Sue ragioni e nel corso dello stesso valutare la soluzione migliore. Le faccio però presente che diversamente dagli ordinari giudizi, secondo giurisprudenza oramai consolidatasi, tutte le spese processuali nei giudizi di divisione devono essere poste a carico di tutti gli eredi in proporzione delle rispettive quote.

Per contattare l’avv. Antonio Tesoro potete scrivere alla seguente e-mail: studiolegale@antoniotesoro.it o tramite il sito www.antoniotesoro.it


Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.