Ente Teatro, la Cisl: “Attivato sistema di nomine a tempo”

“Contratto è un accordo tra le parti e non può darsi che una sola parte si accordi con se stessa”. La Fistel Cisl di Messina punta il dito contro il Consiglio di Amministrazione dell'Ente Teatro di Messina.
Senza rispettare la normale prassi sindacale, nei mesi scorsi il CdA ha deciso di applicare ai dipendenti il contratto del Pubblico Impiego. Ha convocato i segretari generali della Funzione Pubblica, bypassando alle federazioni che da sempre sono presenti tra i lavoratori.
Neanche a dirlo, nessuna federazione FP di Cgil, Cisl e Uil ha accolto l'invito. Non fosse altro perché non hanno alcun iscritto. Adesso il soprintendente Nino Saija ci riprova e riconvoca ancora una volta le federazioni del Pubblico impiego, basandosi esclusivamente sulla trasformazione del contratto dei dipendenti, ai quali si applicherà quello degli enti regionali.
“Nonostante le evidenti contraddizioni delle scelte operate –spiega il segretario generale della Fistel Cisl Cettina Pizzo– ha convocato nuovamente le organizzazioni del pubblico impiego, che non hanno attinenza con le attività del settore spettacolo. Tali attività, in tutta l'Italia, sono affidate al contratto delle fondazioni lirico-sinfoniche.
Nelle more, avendo agito per inibire le relazioni sindacali con i sindacati storici del settore e non avendo ancora avviato le relazioni con i nuovi soggetti sindacali autonomamente scelti, il CdA ha deliberato un'apparente riorganizzazione aziendale, senza affrontare i nodi storici”.
Per la Fistel Cisl la nuova gestione “ha rimesso in piedi un sistema di nomine a tempo, molto simile al percorso degli ultimi 20 anni, costruito con lettere di nomina, incarichi, attribuzioni di responsabilità e fondato su precarietà e incertezza giuridica e normativa”. Una strada, quella scelta dai vertici dell'Ente Teatro, che inevitabilmente porterà alla rottura delle relazioni sindacali non solo a livello locale, ma anche regionale e nazionale.
“I lavoratori del teatro Vittorio Emanuele sono ripiombati violentemente indietro nel tempo –accusa la Pizzo- come se le legittime proteste messe in atto e gli innumerevoli ricorsi alla magistratura non ci fossero stati. Addirittura, si sta tentando di mettere alla porta le rappresentanze sindacali e di gestire in proprio, senza alcun confronto con alcuno, ogni materia”.
E visto che al di là di vaghe e mai mantenute promesse l'assessore regionale allo Spettacolo Michela Stancheris sembra disinteressarsi totalmente delle vicende dell'Ente Teatro di Messina, la Fistel Cisl chiede un pronunciamento ufficiale sull'inquadramento contrattuale dei lavoratori.