Ente Teatro, Crocetta ha nominato il commissario

Protesta Teatro Vittorio Emanuele
L'ultima protesta al Vittorio Emanuele

A nove mesi dalla prima volta che lo ha promesso e dopo una serie di colpi di teatro e annunci ad effetto, Crocetta ha nominato il dell'Ente Teatro di Messina.

Certo, adesso che c'è un presidente nominato dal sindaco Renato Accorinti la mossa del presidente della Regione Sicilia non ha più né lo stesso valore né lo stesso significato politico, ma quando si tratta di palazzo d'Orleans la città si è abituata ad accettare quello che passa il convento.

A svolgere le funzioni del Consiglio di Amministrazione in attesa che sia nominato, il funzionario della Regione Rosario Cutrone. Diversamente da quanto succede quando si un commissario esterno all'apparato regionale, come nel caso di Lucia Tarro Celi, sulla quale Crocetta è stato costretto a fare marcia indietro, l'invio di Cutrone sarà immediato e non avrà bisogno di passaggi al di là del decreto di nomina.

“La recente nomina del nuovo presidente dell'Ente Maurizio Puglisi, in assenza del CdA -sottolineano i segretari generali di SLC Cgil Pippo Di Guardo, UILCOM Uil Antonio Di Guardo, Fials Cisal Carmelo Tavilla e Sadirs di Messina Osvaldo Smiroldo- non gli sarebbe servita per potere adempiere ad alcuna azione utile alla ripresa dell'attività amministrativa e funzionale del Vittorio Emanuele.

Da tempo avevamo chiesto che il presidente Crocetta onorasse i suoi impegni con i lavoratori dell'Ente Teatro e con la città, nominando un commissario che potesse insieme al nuovo presidente, riavviare la macchina operativa.

Adesso serve subito delineare il precorso virtuoso utile a fare uscire dal pantano il Teatro Vittorio Emanuele. Le responsabilità di tutto non possono che andare a ricadere sulla vecchia amministrazione guidata da Ordile e Magaudda, che insieme ai componenti del CdA avevano portato il teatro all'immobilismo. Quanto accaduto sia un monito utile a tutti coloro che dovranno nominare i prossimi componenti del Consiglio di amministrazione, affinché siano le logiche della competenza e non dell'appartenenza a condurli verso l'incarico dell'organo deliberante”.

Intanto venerdì prossimo alle 12 scadrà il termine di presentazione delle proposte per la designazione dei tre rappresentanti del Comune di Messina in seno al CdA dell'Ente Teatro.

“Le proposte di candidature -spiegano da Palazzo Zanca- devono essere corredate con i curricula dei candidati, riportando tutti gli elementi che comprovino di essere cittadini dell' con godimento dei diritti politici, avere esperienza scientifica, tecnica, professionale, amministrativa o imprenditoriale comprovata dagli studi compiuti e nell'attività svolta in enti, aziende pubbliche e private, associazioni o professionalmente, la non incompatibilità con quanto previsto dal DL 33 del 2013 e con le leggi 190 del 2012 e 17 del 1982, oltre all'eventuale appartenenza ad associazioni culturali e sportive, ad enti morali Onlus, cooperative sociali nonché ad associazioni o logge massoniche e a fondazioni o a ogni altro genere di forme associative pubbliche e private non coperte dalla privacy.

Le proposte dovranno essere presentate all'URP – Ufficio Relazioni con il Pubblico a palazzo Zanca, entro le 12 di venerdì 23, anche tramite raccomandata A/R o all'indirizzo di posta elettronica protocollo@pec.comune.messina.it.

Non può essere nominato amministratore di Ente, istituzioni, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia registrato, per tre esercizi consecutivi, un progressivo peggioramento dei conti per ragioni riferibili a non necessitate scelte gestionali, non potranno essere designati o nominati coloro che ricoprono cariche elettive nel Parlamento europeo, in quello nazionale, in quello regionale siciliano, nei consigli comunali e circoscrizionali di Messina o che esercitano funzioni di governo a qualsiasi livello nelle predetti istituzioni se non siano cessati dalle rispettive cariche almeno tre mesi prima della nomina e per le altre cause di incompatibilità espressamente previste dalla legge.

Gli amministratori, i dirigenti e i responsabili degli uffici o dei servizi dell'Ente locale, nonché degli altri organismi che espletano funzioni di stazione appaltante, di regolazione, di indirizzo e di controllo di servizi pubblici locali, non possono svolgere incarichi inerenti le gestione dei servizi affidati da parte dei medesimi soggetti.

Il divieto si applica anche nel caso in cui le dette funzioni sono state svolte nei tre anni precedenti il conferimento dell'incarico inerente la gestione dei servizi pubblici locali. Il divieto opera anche nei confronti del coniuge, dei parenti e degli altri affini entro il quarto grado dei soggetti indicati, nonché nei confronti di coloro che prestano o hanno prestato nel triennio precedente, a qualsiasi titolo attività di consulenza o collaborazione in favore degli enti locali o dei soggetti, che hanno affidato la gestione del servizio pubblico locale.

Non possono essere nominati amministratori di società partecipate da enti locali coloro che nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore,negli enti locali che detengono quote di partecipazione al capitale della stessa società. Gli emolumenti della carica di componenti del collegio sindacale vengono determinate sulla base delle normative in atto vigenti”.

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