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Emergenza coronavirus, i numeri veri: dall’1 al 31 marzo sono arrivate in Sicilia oltre 265.000 persone

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MESSINA. Anche oggi navi piene che scaricano auto in Sicilia agli imbarcaderi della Caronte&Tourist.  Le foto e il video che pubblichiamo non lasciano dubbi. Nonostante il coronavirus e le ordinanze nazionali, regionali e locali, ogni giorno oltre 150 mezzi (nessuno dei quali trasporta merci) attraversano lo Stretto di Messina. E questo, malgrado gli spostamenti da Comune a Comune siano vietati, migliaia di figli e genitori siano separati da migliaia di chilometri di distanza e migliaia di morti siano stati seppelliti senza il funerale. A dispetto delle dure prese di posizione del sindaco di Messina Cateno De Luca (che durante la diretta facebook di oggi ha minacciato per domani una manifestazione ancora più eclatante di quella della settimana scorsa se il ministro Lamorgese non attuerà i provvedimenti che lui ha chiesto) ogni giorno almeno 300 viaggiatori non pendolari (12.265 e 3.869 vetture tra il 13 e il 22 marzo, i dati sono della C&T) raggiungono la Sicilia dichiarando sulle autocertificazioni di avere perso il lavoro e di non avere più una dimora in altre parti d’Italia. Tra gli aeroporti di Catania e Palermo, il porto e la stazione FS di Messina, fino al 31 marzo sono arrivate in Sicilia oltre 265.000 persone, 30.000 delle quali dal 16 marzo in poi, momento in cui almeno sulla carta, è scattato il blocco. Chiunque sia giunto in Sicilia dalle zone rosse nel mese di marzo aveva l’obbligo di registrarsi all’anagrafe regionale e mettersi in quarantena. Dalle dichiarazioni di del presidente della Regione Nello Musumeci, pare che fino a oggi si siano registrati in poco più di 40.000. A parte i casi dei tre turisti bergamaschi ricoverati a Palermo, come è arrivato il virus in Sicilia? E chi può smentire le immagini che pubblichiamo ogni giorno? Facciamo un po’ di ordine con dati e cifre.
Il volume di spostamenti sullo Stretto prima dell’emergenza del coronavirus.
NAVI
  • Tratta Messina Tremestieri – Villa S. Giovanni A/R, solo merci: 900 mezzi pesanti al giorno – no passeggeri;
  • Tratta Messina Rada di San Francesco – Villa S. Giovanni: 13.000 passeggeri A/R di cui 1500 a piedi e 11.500 con autoveicolo al seguito, in media 2,05 passeggeri per ogni autoveicolo. Intertempi medi di 40 minuti. MEZZI VELOCI
  • Tratta porto storico Messina – Reggio Calabria e porto storico Messina – Villa S.Giovanni: 8.000 i pendolari A/R che usano il vettore marittimo giornalmente dai porti di Messina ai porti di Reggio e Villa S. Giovanni e viceversa. La motivazione degli spostamenti verso Messina è lo studio e secondariamente il lavoro, mentre da Messina verso la Calabria gli spostamenti preponderanti sono casa-lavoro. I pedoni rappresentano l’80% dei pendolari, infatti i costi del traghettamento dell’auto (40 euro) sono proibitivi per un uso quotidiano (anche se da quindici giorni il personale sanitario pendolare può passare gratuitamente con autoveicolo)
  • I pendolari sono in media 5.000 sulla tratta Messina Porto Storico-Reggio Calabria e Villa S. Giovanni  e viceversa e 3.000 sulla tratta Messina Rada San Francesco – Villa S.Giovanni. Il restante 20% invece utilizza mezzi con un tasso di occupazione medio di 2 passeggeri per veicolo e utilizza esclusivamente la rotta Messina Rada San Francesco – Villa S.Giovanni.

In conclusione, gli sbarchi medi giornalieri in un giorno feriale in Sicilia sono 5.000, di cui 4.000 a piedi e 1.000 con veicoli al seguito. La restante parte dei 30.000 spostamenti A/R al giorno non è costituita da spostamenti di pendolari, perché il traffico merci è tutto concentrato nel porto commerciale sud di Messina Tremestieri e non impatta sul pendolarismo e l’80% delle auto è diretta fuori dalle province di Messina e Reggio Calabria. Essendo chiuse le università e le scuole (in particolare l’istituto nautico Caio Duilio, che attrae molti studenti calabresi) e quasi tutte le attività lavorative a eccezione di quelle indispensabili, si stima con un ampio margine di sicurezza che in piena epidemia da coronavirus gli sbarchi giornalieri di pendolari in Sicilia non possano superare le 1.000 unità, 800 delle quali a piedi.

Facendo due conti, le 4 navi giornaliere che da Villa San Giovanni arrivano a Messina dovrebbero trasportare in media 30 vetture per traghetto. Invece, come si vede dalle foto, anche oggi la nave sbarcata alle 18.20 era quasi a pieno carico, con a bordo oltre 70 mezzi. Inoltre, i numeri degli sbarchi tra il 13 marzo e il 22 marzo, ritenuti corretti dal ministero degli Interni, stando a quanto dichiarato dal Gruppo Caronte&Tourist hanno visto 12.265 rientri in 9 giorni su 3.869 auto, quindi oltre 1.700 passeggeri entrati in Sicilia ogni giorno (quasi il doppio rispetto al numero massimo di pendolari autorizzati per motivi di lavoro). Dal 23 marzo in poi, abbiamo contato una media di 160 auto al giorno, la metà delle quali concentrata sulla nave che arriva a Messina alle 18.20. Nel mese di marzo, in pieno coronavirus, sono arrivati in Sicilia oltre 265.000 persone, così suddivise:

  • VOLI: 177.000 arrivi dall’1 al 15 marzo, dal 16 al 31 marzo 4.500 arrivi.
  • BUS e TRENI: dall’1 al 15 marzo 30.000 arrivi, dal 16 al 24 marzo 10.000 (solo treno, i bus non hanno più viaggiato)
  • VIA MARE (Stretto di Messina in auto o a piedi, esclusi i TIR): dall’1 al 13 marzo 20.000 arrivi, dal 13 al 22 marzo 12.685 arrivi (fonte C&T), dal 17 al 31 marzo 10.500.
In questi numeri, per difetto, non sono stati conteggiati i passeggeri Blu Jet, le altre rotte navali su Palermo, Catania e Messina da Genova, Napoli e Salerno. Dati che pubblicheremo non appena ci saranno resi disponibili.
I numeri non mentono. Mai. E ricordiamo che a fine febbraio in Sicilia c’erano solamente 3 casi di turisti bergamaschi risultati positivi al coronavirus immediatamente messi in quarantena a Palermo, che però, in proporzione alla popolazione residente, stranamente risulta tra le meno colpite dal virus.
auto,

Giacomo Guglielmo

Siciliano a tutto tondo, cittadino del mondo, ingegnere laureato al Politecnico di Milano, docente, esperto di trasporti e fondi SIE, attualmente in forze al MIUR per il monitoraggio dei fondi UE per la ricerca, pescatore con rizza trimagghi e adesso anche aspirante giornalista. Sostenitore del ponte sullo Stretto, non a caso è stato studente di Giorgio Diana, il suo motto ora e per sempre (o almeno fino a quando non lo costruiranno) è: ponte e libertà.