Elegantemente in pigiama

Correva l'anno 2009 quando nella notte del 6 aprile alle 3.32 gli aquilani furono svegliati da un terremoto fortissimo e da Salvo Sottile, all'epoca inviato speciale di Canale 5, arrivato sul posto in maniera più che tempestiva.
Sì, sono gli anni dei media, di internet, della notizia immediata su giornali online e non, tutti sul pezzo e prima degli altri. Attimi di panico quella notte a L'Aquila. Crollarono palazzi, morì tanta gente, scene da dimenticare, che andarono in diretta su tv locali e nazionali. Gente per strada, scappata dalle braccia di Morfeo senza, ovviamente, alcun preavviso.
Qualche notte fa (casualmente sia il mese che il giorno ricordavano il terremoto del 1908) i messinesi furono svegliati da un poco piacevole dondolio, che si trasformò in sussulto, che si trasformò in boato.
Grazie al cielo non cadde nessun palazzo né tanto meno ci furono morti e feriti e la stragrande maggioranza dei cittadini restò ferma nel proprio lettuccio. Grazie al cielo siamo lontani da Roma e da Milano, quindi le tv nazionali tardano a raggiungerci e anche i loro inviati speciali. E ancora grazie al cielo, per quanto riguarda i media locali, Rosario Pasciuto e colleghi dormivano e così il dito sveglio del mio direttore Elisabetta Raffa diede per primo la notizia su MessinaSicilians.
I social network trasbordarono di stati di panico e paura e a questo punto, la domanda della Donato, me medesima, sorge spontanea: sconoscendo i punti di raduno, pur essendo Messina una città ad alto rischio sismico, conoscendo la vippaggine e l'eleganza messinese e ricordando le persone in pigiama intervistate da Salvo Sottile e immortalate dal Tg 5 all'Aquila, la mia elegante city come sarebbe scesa in piazza quella notte?
Eventi che fanno paura e attimi di panico che spesso non sono aiutati né dagli orari né dalle stagioni in cui arrivano. C'è chi va a letto con la tuta, ma quella che non si usa più per andare in palestra perché magari ha macchie di candeggina. In tanti, per i miei gusti in molti, usano il pigiamone in pile, che per carità, scalda anima e corpo, ma raffredda l'ormone. E poi, c'e' chi preferisce il pigiama elegante.
Dai tessuti morbidi, disegna bene la figura e garantisce confort, senza lasciare in panchina la sensualità, il pigiama elegante ha un suo perché, anche se spesso si preferisce lasciarlo da parte per i periodi di degenza ospedaliera. C'è chi come me (perché sì signori, lo ammetto è una mia paranoia) ha paura che dietro il proprio portone, oggi, domani, scappando da casa per un terremoto, possa esserci un bel giornalista, pronto a sputtanarti in mondovisione con un'immagine che non rispecchia poi il tuo giornaliero.
E, parlando di giornaliero, rapportando il modo di vestire della gente durante l'orario diurno, all'abbigliamento che ognuno sceglie per le ore notturne, mi chiedo se, per esempio, le donne eleganti della Messina che conta, quelle che hanno sempre il foulard di gusto, elegante e griffato, vadano a letto con vestaglia di seta con le ruches e pantofole con boa di struzzo o usino, piuttosto, flanella. Il look da giorno rispecchia e rispetta poi un curato abbigliamento da notte?
Sperando che non succeda mai, ma con la consapevolezza che potrebbe capitare anche a me (e quindi anche a voi) dall'alto del mio tacco 12 consentitemi di elencare delle piccole regole di bon ton da camera da letto. Tolti gli abiti da lavoro, il trucco per le signore (che con la sbavatura sotto l'occhio svela un disattento passaggio rapido di struccante) e amenità da combattimento diurno, prestate attenzione e cura alla pelle e ai capelli e pettinatevi. Attenzione, non ho detto laccatevi: quindi no a pinze con i fiori o da shampista.
I pigiami malconci e le tute malridotte vanno nel sacco della spazzatura, non indossati. La ciabattina dovrebbe essere carina, le macchie di caffè o la plastica del plateau scollata non la rende certo adatta al video. In attesa, o anche no, di incontrarvi nel punto di raduno di Messina nord, elegantemente in pigiama, vi saluto.