Da MessinAmbiente all’ATM, giro di vite sulle partecipate

La bocciatura dei Bilanci Consuntivi di MessinAmbiente per il 2011 e il 2012 è senza appello ed è il punto centrale dell'operazione-verità portata avanti dall'amministrazione Accorinti non solo sulla passata gestione del ciclo dei rifiuti, ma più in generale sulla vita delle società partecipate.
“Nei documenti contabili che ci sono stati presentati non c'è una chiara definizione del contenzioso tra MessinAmbiente e ATO 3 – ha rilevato l'assessore all'Ambiente Daniele Ialacqua- e non è stata redatta una perizia, in altre parole un piano industriale, per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti fino alla data della messa in liquidazione della società“.
“Eccessivi” sono stati definiti da Ialacqua i costi del personale dipendente, mentre sono state evidenziate “una gestione piena di errori” dello stesso, che “ha portato la società a perdere in numerose vertenze individuali” oltre a un “elevato contenzioso con i fornitori“ con il relativo aumento incontrollato delle spese legali e una “ gestione degli acquisti – in particolare di mezzi meccanici- non conforme alle procedure di evidenza pubblica” .
Un quadro non semplice, perciò, che obbliga il Comune a esercitare un attento e costante controllo per “rilevare e impedire l'utilizzo di risorse in maniera non conforme a criteri di sana gestione” tali da poter causare o accentuare squilibri nel bilancio dell'ente.
Quello che si che si evince dalla lettura delle carte, infatti, è l'assoluta “mancanza di un'azione realmente efficace finalizzata a correggere gli sprechi” da parte delle vecchie amministrazioni. Un comportamento che ha determinato l'accumulo di perdite che si configurano oggi come un danno erariale delle cui conseguenze sui conti del Comune gli attuali amministratori di Palazzo Zanca non sono imputabili e delle quali non intendono assumersi alcuna responsabilità.
Ma l'amministrazione Accorinti non vuole limitarsi d'ora in poi a prendere atto di come stanno le cose verificando ex post l'andamento dei conti della partecipata né tantomeno ridursi alla mera nomina degli organi societari, ma “esercitare su di essi un controllo” puntuale e in tempo reale con l'ausilio degli specifici poteri ispettivi che la legge conferisce alle amministrazioni locali.
Per queste ragioni l'assessore Ialacqua, in attesa di prendere decisioni su eventuali passaggi in Procura, ha raccomandato al commissario liquidatore dei MessinAmbiente Armando Di Maria di “verificare la possibilità” di effettuare una “ricerca pubblica” per individuare “una figura professionale” che “per curriculum ed esperienza lavorativa” abbia prestato la propria attività in aziende per la gestione dei rifiuti. Un consulente di provata esperienza, dunque, che affianchi il gruppo dirigente di Messinambiente per tutta la fase di transizione e dia una mano a correggere le criticità, a partire da una seria riduzione dei costi di esercizio.
Nel mirino c'è certamente la gestione del personale, finora non certo oculata. Nessuno parla di esuberi ma l'esigenza di una riorganizzazione complessiva del modo di lavorare di MessinAmbiente, e in realtà di tutte le partecipate del Comune di Messina, ATM in testa, è stata posta con chiarezza dall'assessore al bilancio Guido Signorino.
“Ci possiamo avvalere della mobilità del personale fra tutte le partecipate prevista dall'attuale legge di stabilità – ha precisato- ma non abbiamo intenzione di prendere provvedimenti d'autorità. Concorderemo le proposte di trasferimento con gli stessi lavoratori in base alle esigenze di riorganizzazione complessiva e di integrazione dei servizi resi dalle partecipate”.
“Comunque non abbiamo alcuna intenzione punitiva nei confronti dei nostri dipendenti -ha rassicurato Ialacqua. Anzi, la prossima implementazione della differenziata spinta, la partenza del porta a porta e il completamento dei nuovi impianti di trattamento della frazione secca richiederanno l'utilizzo di tutto il personale disponibile”.
Intanto, però, la relazione sull'organico che Messinambiente ha consegnato il 31 gennaio scorso attribuisce al pensionamento di una decina di dipendenti, uno dei quali inquadrato come dirigente, “un risparmio per l'ente di sette-ottocento mila euro lordi l'anno”. La raccomandazione esplicita dell'assessore è comunque quella di rispettare scrupolosamente le normative più recenti in materia di pensionamenti del personale, che prevedono la “pressoché totale equiparazione di trattamento fra i dipendenti pubblici e quelli delle società partecipate” .