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#Cultura. Viaggio nella Palermo dantesca, dagli Inferi al Paradiso

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Prendendo ispirazione dai luoghi, dalle atmosfere e dai personaggi della Divina Commedia del poeta Dante Alighieri, l’associazione Tacus: Arte Integrazione e Cultura ha organizzato un viaggio allegorico alla scoperta di quei luoghi di Palermo, che potremmo definire dal sapore dantescoIl tour Palermo Dantesca. Viaggio dagli Inferi al Paradiso si configura infatti come un percorso non solo storico, ma anche e soprattutto percettivo, alla scoperta di quegli angoli remoti della città capaci di farci immaginare l’Aldilà così come Dante se l’era prefigurato più di 700 anni fa. Il punto di partenza di questo viaggio allegorico attraverso la città è  a piazza San Domenico, simbolo delle virtù religiose ma anche dei vizi popolari. Non a caso, a pochi passi dall’omonima chiesa, si trova il Borgo degli Amalfitani, noto ai palermitani del quartiere come u buiddiello di Sant’Andrea, un ritrovo per le prostitute della città e per i loro clienti più affezionati. A questo proposito Flavia Corso, presidente dell’associazione, funge da guida durante questo viaggio alla stregua di un moderno Virgilio e introduce il girone dei lussuriosi.

Dante vi inserisce personaggi del calibro di Cleopatra e Marco Antonio e ovviamente i celeberrimi Paolo e Francesca. “Se volessimo associare la storia e la cultura siciliana al girone dantesco dei lussuriosi -ha spiegato Flavia Corso- non possiamo non prendere in considerazione la passionale storia d’amore che travolse Ludovico Vernagallo e la baronessa di Carini, un amore adultero il loro, destinato a soccombere. I due amanti  furono infatti scoperti e barbaramente uccisi, un po’ come accadde anche agli sfortunati Paolo e Francesca”. 

Continuando la passeggiata, si attraversano molti luoghi di Palermo, importanti dal punto di vista storico, ma anche allegorico: piazza della Vucciria che rappresenta il girone dei golosi con il suo fango fetido e i suoi cattivi odori e ancora Piazza Borsa, un tempo punto nevralgico del potere economico di Palermo, che simboleggia invece il girone degli avari, sino poi a giungere, mediante una lunga salita, presso la Cattedrale, emblema del Paradiso dantesco.

Un viaggio dunque che si configura come una sorta di risalita dall’Inferno rappresentato dal dedalo, quasi labirintico, di stradine che caratterizzano il centro storico attraverso il Purgatorio, fino a giungere al culmine di questa faticosa salita, al termine della quale si scorge l’accecante luce dal Paradiso, che non è difficile associare alla fulgente bellezza della Cattedrale palermitana.