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Cultura. Donare la fede attraverso la fede: il messaggio di don Pino Puglisi nel libro di Francesco Deliziosi

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MESSINA. Se ognuno fa qualcosa, si può fare molto è il libro del giornalista Francesco Deliziosi, caporedattore centrale del Giornale di Sicilia presentato nei giorni scorsi a Messina nella chiesa di Santa Caterina. Presenti all’evento Pina D’Alatri, che ha introdotto i lavori, e monsignor Tavilla che ha dialogato con l’autore, proponendo importanti spunti di approfondimento. Il testo fa seguito al primo libro-testimonianza scritto da Deliziosi nel 2013 Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con  un  sorriso. Il corpus dell’opera è  costituito in gran parte dalla trascrizione da audiocassette di relazioni tenute durante i campi scuola, fornite da quanti religiosi o laici erano attratti dal suo carisma. Completano il volume pochi scritti di pugno del sacerdote  che non amava scrivere (appunti, scalette per le omelie, lettere, testi per alcuni convegni).
Da questo attento e faticoso lavoro deriva il testo in oggetto, il cui sottotitolo  (Le parole del prete che fece paura alla mafia) è illuminante per comprenderne in pieno l’essenza. In un rimando antitetico, i termini parole e paura, prete e mafia si corrispondono: le parole indicano razionalità, la paura è  irrazionale, il prete è  l’immagine di Cristo, la mafia è  l’anticristo. La missione del sacerdote è quella di usare la parola per fugare la paura, la  mafia invece rigetta la parola tenendola. Nella sua prefazione al libro, monsignor Lorefice, arcivescovo  di Palermo, afferma che “questa non è una nuova opera su Padre Pino ma un’opera nuova attraverso la quale direttamente emerge la figura di un prete che della semplicità, dell’essenzialità e della generosità ha fatto il suo costume di vita. Le sue parole sono state armi spuntate atte solo ad ammonire, a incitare e a incoraggiare  alla resistenza antiviolenta contro i soprusi.
La sua missione a Brancaccio è nata dalla consapevolezza della germinazione del bene che ne sarebbe derivata.  Agnello sacrificale, andò a mani nude e con il volto atteggiato al sorriso verso la morte”. Deliziosi, uno degli allievi del professore rompiscatole, ha ripercorso nelle pagine del volume l’iter di dolore e di gloria di un piccolo grande prete fino al martirio e alla beatificazione.