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Cronaca. Depuratore Pace del Mela-Giammoro, ammesse le costituzioni di parte civile di IRSAP Palermo e Consorzio ASI Messina

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MESSINA. Ammesse le costituzioni di parte civile dell’IRSAP, l’Istituto Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive, di Palermo e del Consorzio ASI di Messina, entrambi assistiti dall’avvocato Anna Dauccia, nel procedimento penale a carico di Alberto Dondi, Rosario Gitto e Francesco Italiano per la presunta violazione dell’articolo 355 del Codice Penale, relativo all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Per i primi due imputati si ipotizza anche il reato in materia ambientale inerente la gestione non autorizzata di rifiuti. Questa la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto  Francesco Alligo nell’ambito del processo avviato lo scorso 13 luglio per i fatti relativi al 2013 e al 2014. Il procedimento ha avuto origine dal presunto mancato adempimento agli obblighi derivanti dal contratto di servizio relativo alla gestione del depuratore di Pace del Mela – Giammoro da parte di Dondi (legale rappresentante della società Dondi Costruzioni, gestore delll’impianto), Gitto (legale rappresentante dell’impresa sub appaltante Gitto Rosario) e di Italiano (legale rappresentante della società Special Tubi Uno srl, anche questa in sub appalto).

Secondo il primo capo di imputazione i tre, “omettendo di mantenere in regolare funzione grazie a interventi di manutenzione ordinaria parte degli impianti del depuratore relativamente allo smaltimento di fanghi e sabbie di depurazione e alla disidratazione degli stessi, avrebbero fatto mancare in tutto o in parte, cose od opere necessarie al funzionamento del depuratore, atteso che il refluo in uscita avrebbe presentato valori superiori al refluo in entrata. Il secondo capo di imputazione riguarda Dondi e Gitto, che fino al 6 ottobre 2013 avrebbero depositato in modo incontrollato nel depuratore di Giammoro rifiuti consistenti in fanghi e sabbie di depurazione, senza smaltirli come prevede la norma. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Domenico Circosta, Santina Dante e Francesco Certo. Il procedimento è stato aggiornato all’8 febbraio 2019.