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Cronaca. Concorso pilotato al Policlinico di Messina: condannate 3 giornaliste e una dirigente

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MESSINA. Quattro condanne e un’assoluzione. Si chiude così il primo grado del processo che sancisce che il concorso bandito per l’addetto stampa dal Policlinico universitario di Messina nel 2011 fu pilotato a favore dell’allora pubblicista Valeria Arena a discapito del giornalista professionista Gianluca Rossellini. La condanna più alta è andata proprio alla Arena, al momento in forze all’ASP di Biella: un anno e 4 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per 16 mesi, pagamento di una provvisionale di 6.000 euro e i danni nei confronti del giornalista Rossellini da liquidarsi in sede civile. Condannate a un anno di reclusione e a 12 mesi di interdizione dai pubblici uffici le giornaliste Alessandra Ziniti della redazione palermitana de La Repubblica (con recidiva reiterata specifica) e Laura Oddo (addetta stampa dell’ISMETT), entrambe facevano parte della commissione che assegnò l’incarico alla Arena, e la dirigente del nosocomio universitario Giuseppa Sturniolo. Assolto perché il fatto non costituisce reato  l’ex direttore generale del Policlinico di Messina Giuseppe Pecoraro. 

Sul concorso da addetto stampa del Policlinico di Messina svolto nel 2011 gravarono da subito pesanti sospetti di irregolarità. A denunciarli il giornalista professionista Gianluca Rossellini, che è parte offesa nel processo. Sempre sulla stessa vicenda, all’inizio del 2016  Rossellini ha presentato anche ricorso al TAR e in Cassazione. A difendere Rossellini l’avvocato Lillo Massimiliano Musso del foro di Agrigento. Sulla vicenda c’è stata anche una dura presa di posizione di Assostampa Messina e del segretario provinciale Beppe Gulletta.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.