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#Cronaca. Arrestato uno dei tre evasi dal carcere di Barcellona

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Arrestato uno dei tre detenuti evasi la notte tra mercoledì e giovedì scorsi dal carcere Madia di Barcellona Pozzo di Gotto. Dalle prime indiscrezioni sembra che il giovane sia stato bloccato a Messina mentre stava tentando di traghettare. Al momento non si sa nulla degli altri due evasi. Sulla vicenda è intervenuto anche il parlamentare 5 Stelle Alessio Villarosa. “Quello che è successo nel carcere di Barcellona era prevedibile, spero che il ministero si svegli presto -ha dichiarato, esprimendo indignazione contro il silenzio e l’immobilismo di tutte le istituzioni che già ad aprile erano a conoscenza della carenza di personale a seguito della trasformazione in casa circondariale dell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Ad aprile di quest’anno ho chiesto al ministro di promuovere l’adeguamento della pianta organica della (ormai divenuta) casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto considerando le nuove esigenze che la struttura carceraria complessa necessitava -aggiunge il deputato.

Ho chiesto inoltre di accelerare le procedure necessarie per l’accordo generale nazionale che avrebbe predisposto le varie piante organiche relative a ogni provveditorato, in particolar modo, per quanto riguarda Messina, tenendo conto di un nuovo carcere complesso pienamente operante quanto, ovviamente, assolutamente indispensabile per il territorio. Come misura urgente, invece, ho suggerito di prendere in considerazione l’eventualità di dislocare 20 agenti di polizia penitenziaria a integrazione della pianta organica attuale in modo da fronteggiare nell’immediato le emergenze.  

Tutte le mie richieste sono rimaste inascoltate. Il Governo inizialmente aveva mantenuto l’impegno preso a seguito del mio OdG, trasformando l’OPG in casa circondariale, ma di fatto non ha poi adeguato il personale alla struttura lasciandolo solo e sottodimensionato, rispetto alle reali ed attuali necessità. E’ impensabile che una superficie così vasta da controllare sia abbandonata a se stessa. Mi sento di dimostrare la mia vicinanza a tutto il personale che di fatto è succube di una politica penitenziaria dissennata”.

 

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.