Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Crollo via Castromarino a Catania, M5S: “Anarchia sovrana e Comune latitante”

Letto 562 volte

CATANIA. Quattordici famiglie erano state sfollate e la strada chiusa al transito dei veicoli. Era successo 4 mesi fa a Catania in via Castromarino e ora il portavoce M5S alla Camera dei deputati Luciano Cantone, e il consigliere comunale pentastellato Graziano Bonaccorsi lanciano il grido d’allarme. “Ogni giorno ormai da mesi l’anarchia regna sovrana nei tratti viari che, almeno nelle intenzioni, per volontà del Comune erano stati interdetti agli automobilisti e a due autobus che si erano visti costretti a deviare il loro percorso – dichiarano Cantone e Bonaccorso. Siamo in via Plebiscito, tra via Martoglio, via Botte dell’Acqua e via Lago di Nicito, a partire dall’incrocio con via Roccaromana. I controlli dove sono? E il pericolo cedimento che aveva costretto ad allargare l’area di sicurezza, che fine ha fatto? A che punto siamo sul pressing del Comune per avviare quanto meno la messa in sicurezza del palazzo di via Castromarino?”. I due politici puntano così l’indice sul “disinteresse del Comune verso una ferita alla città che stenta a rimarginarsi, riaperta ogni giorno dal dramma che stanno vivendo le 14 famiglie sfollate non beneficiarie a oggi di nessun tipo di aiuto concreto da parte di Palazzo degli Elefanti”. “Vogliamo capire perché – proseguono Cantone e Bonaccorsi – non siano stati attivati subito percorsi di salvaguardia a sostegno di famiglie certamente non colpevoli di un crollo che per miracolo non si è trasformato in tragedia e solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. Più volte, in sede di commissione consiliare, il tema Castromarino è stato sollevato. L’assessore comunale con delega alla Polizia municipale Alessandro Porto solo qualche giorno fa ha risposto di avere le mani legate. Noi pretendiamo però, facendoci portavoce dei cittadini, di far rispettare immediatamente un’ordinanza emessa dallo stesso sindaco Salvo Pogliese a fine febbraio. E chiediamo che si accenda più di un “faretto”, oltre che sulle pubbliche vie, anche sulla questione generale che coinvolge vite umane e grida il ripristino della legalità in un intero quartiere”. “Oltre a garantire i controlli – concludono Cantone e Bonaccorsi – chiediamo che si trovi una soluzione per la riapertura, anche parziale, di via Lago di Nicito per permettere agli operatori commerciali che possono di riprendere il lavoro in tutta sicurezza. I commercianti della zona sono al collasso e da ben prima del lockdown”.