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Crisi di governo, Crocetta navigatore solitario a rapporto con gli alleati

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Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta (Foto Paolo Furrer)
Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta (Foto Paolo Furrer)

Il primo obiettivo, quello di avere una nuova Giunta entro 48 ore, è già fallito. Il PD vuole un esecutivo completamente rinnovato, UDC e Articolo4 puntano a confermare gli uscenti. La lunghissima giornata di Rosario Crocetta, la prima senza assessori, mentre si rincorrevano le voci sulla nuova squadra, si è aperta con la chiusura di Sicilia e-Innovazione, la prima delle società della Regione Sicilia messe in liquidazione a chiudere i battenti.

“È una grande soddisfazione avere raggiunto questo obiettivo –commenta l’ormai ex assessore all’Economia Roberto Agnello”. “C’è un nuovo inizio, più segnali di novità ci saranno meglio è –tranquillizza il solitario presidente Crocetta, che nel pomeriggio ha iniziato a confrontarsi con i partiti della coalizione. Ma l’azzeramento non significa che chi c’è stato non possa restare. Naturalmente serve una valutazione sulle cose che hanno funzionato e su quelle che non hanno funzionato, certo non difenderò quelle che non hanno funzionato”.

Neanche a dirlo, tra queste non c’è la formazione, come riferisce l’Ansa. “Difendo sicuramente la linea politica intrapresa -prosegue Crocetta. Ci sono stati 2 anni di difficile transizione e oggi si vedono i risultati: non si interrompe un lavoro a metà. Di fronte ad una mozione di censura presentata immotivatamente dal centrodestra nei confronti dell’assessore Nelli Scilabra, un cedimento sarebbe segno di assenza di solidarietà fra gli alleati e potrebbe far pensare che io abbia rinunciato alla battaglia sulla Formazione”.

Sulla Formazione, quindi, indietro non si torna. Punto. “Siamo in una fase delicata -aggiunge ancora Crocetta – serve un dialogo con il governo nazionale per evitare il default. Non possiamo restare senza governo e in una infinita campagna elettorale, questo è il peggiore danno che si potrebbe recare alla Sicilia. Mi auguro che anche chi ha presentato la mozione di sfiducia capisca che prima della politica vengono gli interessi del popolo siciliano. La crisi di governo ci deve servire per rilanciare un’azione politica più alta”.

Poi arriva la citazione religiosa, ché quella non guasta mai. “Diceva San Paolo dal male nasce il bene –incalza il presidente della Regione Sicilia. Serve una nuova sintesi, mi auguro che i partiti abbiano il coraggio di fare le loro proposte definitive. Voglio un governo che duri tre anni: non è che fra tre o sei mesi, magari cambiano gli assetti interni dei gruppi e mi chiedono un altro rimpasto, perché non lo farò”.

Poi l’avvertimento agli alleati o presunti tali sui futuri assessori. “Io non tolgo le castagne dal fuoco a nessuno -chiosa Crocetta. I partiti hanno la grande possibilità di innovare, lo facciano veramente. E’ chiaro che le proposte che mi faranno dovranno avere il mio gradimento, così come è chiaro che metto dei paletti: competenza, capacità, trasparenza, novità. Ieri la coalizione ha detto niente deputati in giunta, stavolta me lo hanno proposto loro. E poi mi hanno proposto che la metà della giunta sia composta da donne”.

Sui tempi non ci sono più le certezze di ieri sera. “Spero che entro lunedì si concluda tutto –si augura Rosario Crocetta- e martedì possiamo presentarci in aula con il governo compiuto e con un segnale serio nei confronti della difficile situazione sociale ed economia che la Sicilia sta attraversando”.

Poi il passaggio sugli ultimi provvedimenti dell’esecutivo. “Ieri abbiamo stanziato 35 milioni di euro per il prepensionamento di 1.400 persone nel settore della formazione -sottolinea. Pensiamo di attivare le procedure entro la fine dell’ anno. Abbiamo anche concordato un piano con il ministro Poletti per la cassa integrazione per gli enti, che formalmente non hanno diritto. Però se si utilizzano risorse proprie, cioè della Regione, e il 5% del fondo nazionale riservato alla Sicilia, si può attivare.

Utilizzeremo 6 milioni di euro di risorse della Regione e 4 milioni del fondo nazionale. In questi anni sono state innegabili le difficoltà legate alla riforma alle complessità di questo mondo e alle inchieste. In futuro l’agenzia unica risolverà questi problemi. E’ chiaro che la formazione non potrà costare 280 milioni di euro. Una parte del vecchio sistema politico affezionato a quelle cifre, frutto di una mediazione ponderata sulla base del numero di deputati che aveva ciascun gruppo. Ma noi scardiniamo questo sistema”.

Gli incontri si sono susseguiti uno dietro l’altro. Dopo le 20 è iniziato quello con il Partito Democratico, per poi chiudere con l’UDC. In ogni caso, per il momento le uniche che sembrano saldamente in sella sono due donne: Linda Vancheri e Lucia Borsellino, mentre il segretario generale del PD Fausto Raciti e quello dell’UDC Giovanni Pistorio si lanciano messaggi di pace e fraternità.  Intanto domani alle 9 Crocetta incontrerà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.