Corsa al rettorato, Cupaiuolo lascia e sostiene Navarra

Giovanni Cupaiuolo fa un passo indietro e cede il proprio pacchetto di voti a Pietro Navarra. Al primo turno elettorale per la corsa al rettorato dell'Università di Messina il docente di letteratura latina si è piazzato terzo con 224 voti, mentre l'economista Navarra ne ha ottenuti 687.
Insufficienti per passare al primo turno ma non per determinare le sorti delle elezioni. E così è stata ufficializzata la decisione di Cupaiuolo di sostenere il primo classificato con una lettera congiunta nella quale si ribadisce la volontà di agire in assoluta discontinuità con la gestione di Franco Tomasello, rettore uscente.
“Il risultato del primo turno delle elezioni per il nuovo Rettore -scrivono Navarra e Cupaiuolo- ha evidenziato un dato assai significativo: la larga maggioranza della comunità accademica ha sostenuto candidature e programmi che si sono posti in netta discontinuità con l'attuale gestione dell'Ateneo.
Questa prima valutazione, oltre a oggettive convergenze che si sono progressivamente accentuate durante il dibattito elettorale, ha portato a prefigurare una visione unitaria per il futuro governo della nostra Università precipuamente ispirata ai principi di democrazia, trasparenza e legalità”.
Per Navarra e Cupaiuolo è necessaria una gestione più allargata dell'università, che “passi dal rispetto di tutte le opinioni, anche attraverso un'opportuna visibilità e trasparenza degli atti amministrativi”.
Volano alto i due docenti rivali fino a due giorni fa e parlano di un'Università “a misura dei suoi studenti, con corsi competitivi e servizi efficienti, l'ammodernamento della macchina amministrativa attraverso la piena valorizzazione delle competenze esistenti, il forte impulso alla qualificazione della ricerca scientifica, la specificità universitaria dell'azienda Policlinico compromessa negli ultimi anni da una inadeguata gestione delle relazioni tra Università e servizio sanitario regionale”.
Inevitabile il passaggio sulla creazione della Fondazione per la gestione dell'Ateneo, fortemente voluta da Tomasello e che in città ha suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche, che deve essere “rivisto nel suo complesso con l'iter fin qui seguito in vista della sua costituzione.
Il consenso espresso dal corpo elettorale porta ad individuare nella figura di chi ha riportato un maggior numero di preferenze colui che potrà assumersi la responsabilità di guidare la realizzazione di questo progetto con un forte spirito di collegialità e coinvolgimento di tutta la comunità accademica.
Siamo certi che i colleghi, il personale tecnico e amministrativo e gli studenti vorranno condividere questa nostra visione unitaria, riaffermando il forte desiderio di cambiamento già manifestato nel corso del primo turno di elezioni. L'Università di Messina ha la necessità di intraprendere immediatamente una nuova strada”.
Intanto rispetto ai pasticci registrati durante lo spoglio, scende in campo anche Renato Accorinti, candidato sindaco della lista Cambiamo Messina dal basso, che in una nota chiede l'annullamento delle schede sospette e dichiara “sconcerto e sgomento per le notizie, da poco apprese dalla stampa, riguardanti lo spoglio delle altre elezioni cittadine, quelle del Rettore. Novantasei schede contestate, tutte uguali, caratterizzate da un chiaro segno di riconoscimento (non una croce ma un unico segno dal basso verso l'alto in obliquo) e tutte quante indirizzate allo stesso candidato, il professor Giacomo Dugo, non possono essere considerate un caso e non possono quindi essere tollerate.
L'Università deve immediamente cogliere l'occasione per assumere su di sé un ruolo di faro nel cambio culturale della città, primo passo indispensabile per creare le premesse per un cambio anche sociale ed economico e, per questo, dando l'esempio, deve reagire con decisione rigettando ogni possibile ombra su queste elezioni annullando immediatamente le schede contestate.
Questa responsabilità, forte, deve essere assunta anche come esempio per l'altra competizione elettorale che, a giorni, si svolgerà nella nostra città e che riguarda le elezioni del sindaco e dei consigli comunale e circoscrizionali”.
Accorinti lancia quindi un appello per “rigettare con decisione ogni occasione di voto clientelare e di scambio affinchè la cittadinanza sia libera di mostrare la propria preferenza. Dovrà essere il programma a essere scelto dai cittadini e la storia di ogni candidato a essere la garanzia. Ogni altro modo di ottenere consenso è da considerarsi un crimine contro la città e contro i suoi cittadini”.
Intanto domani si torna alle urne per l'elezione del Rettore che guiderà l'università di Messina dal 2013 al 2019. Non essendo stato raggiunto il quorum di 827 voti i seggi saranno aperti dalle 8 alle 21 e lo scrutinio è stato fissato per martedì alle 8.30.