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Coronavirus Sicilia, ogni giorno sbarcano 150 auto mentre in proporzione Catania e Messina hanno più contagi di Napoli e Roma

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MESSINA. Trentotto auto e 130 passeggeri a piedi. Sono i numeri della nave della Caronte&Tourist attraccata stamane alle 7.2o alla rada San Francesco. E se i pendolari erano per lo più medici e forze dell’ordine che lavorano a Messina, lo stesso non si può dire di chi è arrivato a Messina da Villa San Giovanni in auto. Da quando le corse degli armatori privati sono state ridotte a causa dell’epidemia da coronavirus, la C&T garantisce 4 corse al giorno andata e ritorno tra la Sicilia e la Calabria. La maggior parte di chi passa lo Stretto di Messina proveniente dalla Calabria non si ferma a Messina (del resto, quanti sono i pendolari che possono permettersi di pagare 40 euro al giorno per poter passare con la propria vettura?) ma prosegue per il Comune di residenza, come riportano le autocertificazioni. Non abbiamo i dati del resto della giornata di oggi, ma si può calcolare una media di 140-150 auto al giorno e 800 pendolari a piedi. E se il numero di questi ultimi è plausibile con le esigenze lavorative della città, quello delle auto non è sicuramente accettabile e congruo, soprattutto la domenica. Facendo due conti, non si può non sottolineare che a fine febbraio in tutta la Sicilia non si registravano casi di contagi da coronavirus. Da giorni documentiamo l’ininterrotto flusso di mezzi che una volta attraversato lo Stretto di Messina non si fermano in città ma proseguono per il resto della Sicilia. Nonostante gli stretti controlli delle forze dell’ordine nel capoluogo peloritano, tutte le persone a bordo della vetture sono in possesso di un’autocertificazione che, almeno sulla carta, consente di spostamento verso la residenza o il domicilio nei diversi Comuni siciliani. Dall’inizio di marzo almeno 40.000 persone sono sbarcate a Messina, oltre a quelle atterrate negli aeroporti di Catania e Palermo. Per queste ultime i dati non sono ancora disponibili, ma nel periodo antecedente l’8 marzo si registra una media di 20.000 arrivi in aereo al giorno in Sicilia e di 10.000 passeggeri che quotidianamente attraversano lo Stretto per venire nell’Isola. Quello che davvero non è chiaro è perché ogni 100.000 abitanti Messina registra più contagi di Roma e Catania di Napoli. E i marittimi messinesi e gli aeroportuali catanesi (e con loro tutti quelli con i quali sono stati in contatto) a quali rischi sono stati esposti in quelle maledette settimane di gradualità tanto sbandierate dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte? L’alto numero dei contagi di Enna si spiega con il cluster (fonte di contagio) dell’Oasi di Troia, ma perché Catania e Messina hanno una percentuale così alta di contagiati rispetto alla popolazione? Un’intera regione, la Sicilia, attende risposte chiare e, soprattutto, vere.

Giacomo Guglielmo

Siciliano a tutto tondo, cittadino del mondo, ingegnere laureato al Politecnico di Milano, docente, esperto di trasporti e fondi SIE, attualmente in forze al MIUR per il monitoraggio dei fondi UE per la ricerca, pescatore con rizza trimagghi e adesso anche aspirante giornalista. Sostenitore del ponte sullo Stretto, non a caso è stato studente di Giorgio Diana, il suo motto ora e per sempre (o almeno fino a quando non lo costruiranno) è: ponte e libertà.