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Coronavirus, negativi i test sui familiari della donna di Terme Vigliatore ingiustamente accusata di essere l’untrice del paese

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MESSINA. L’hanno accusata, umiliata e insultata, l‘hanno additata come l’untrice del paese, Terme Vigliatore, ma alla fine era tutto falso. Tutta la famiglia di Francesca Pirri è risultata negativa al coronavirus. Nove tamponi su 11 (il marito, i due figli, la nuora, i genitori, una nipotina, il medico che l’ha in cura per una patologia pregressa e la segretaria di quest’ultimo) sono risultati negativi, di quelli della sorella e del suo compagno ancora si aspetta il responso, ma tutto fa sperare che lo siano anche questi. Alla fine, l’unica colpa, se di colpa si tratta, della 43enne è quella di avere contratto il coronavirus. Le malelingue impietose di Terme Vigliatore sono arrivate a dire che aveva contagiato i suoi familiari, compresi gli anziani genitori, che se il coronavirus si fosse diffuso in paese la colpa sarebbe stata solo sua.

 

Il suo incubo, iniziato l’8 aprile scorso, quando a causa di un malore il marito l’ha accompagnata all’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto dove le è stato fatto il test per il coronavirus, adesso è finito e adesso dovrà solo pensare a curarsi e a guarire. Restano però il dolore di avere subito accuse ingiuste e durissime e la vergogna di chi l’ha diffamata.

Francesca Pirri

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.