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Commercio e dintorni, la Confesercenti chiede il CCTC

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A prima vista la sigla è oscura ma Benny Bonaffini, membro della Giunta di Confesercenti Messina, fa subito chiarezza. “CCTC -spiega- altro non è se non un Certificato di correttezza tributaria comunale.

In pratica, così come il Comitato Addiopizzo ha proposto e già pubblicato un primo elenco di imprenditori che si rifiutano di sottostare al ricatto degli estortori, noi di Confesercenti proponiamo di pubblicizzare i nomi di tutti gli esercenti e piccoli imprenditori che sono in regola con i tributi e con i pagamenti, anche contributivi, nei confronti dei propri dipendenti.

Insomma, una sorta di DURC (il Documento unico di regolarità contributiva, ndr) destinato al settore che noi rappresentiamo invece che solo alle imprese”.

In tempi di crisi la concorrenza peggiora il concetto del tutti contro tutti. Chi è in regola non ce la fa a stare a galla e chi invece evade sistematicamente e non rispetta le regole dei contratti dei lavoratori si può permettere di praticare una politica dei prezzi al ribasso che però inquina il mercato e mette nell’angolo chi non evade.

“Di fatto -aggiunge ancora Bonaffini- i comportamenti scorretti vanno a discapito di chi si comporta lealmente. Dal Comune, stiamo elaborando una proposta da presentare, vorremmo una sorta di certificazione ufficiale per chi è in regola con il pagamento dei tributi locali, magari con una vetrofania da attaccare all’entrata dell’esercizio commerciale. In questo modo, i clienti sapranno subiti chi è in regola e chi no e poi decideranno da chi andare”.