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#C’eraunavoltailcinema. Un paese quasi perfetto

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un_paese_quasi_perfettoUn paese quasi perfetto

Paese: Italia

Genere: Commedia

Durata: 92 minuti

Regia: Massimo Gaudioso

Massimo Gaudioso, il talentuoso sceneggiature del calibro de L’imbalsamatore, Il racconto dei racconti e Gomorra, torna sulla commedia puntando sul plot classico della piccola comunità scossa da un nuovo arrivo.

Tra le splendide Dolomiti lucane sorge un piccolo paesino, Pietramazzana, che ogni giorno di più si va dissanguando dai suoi abitanti: i giovani fuggono via e rimangono solo gli anziani a vivere di ricordi perlopiù derivanti dal loro passato comune come lavoratori nella vecchia miniera. Tuttavia gli abitanti decidono di non lasciare che il loro piccolo paese muoia di consunzione e cercano di aprire una fabbrica per ripopolare il paesino. Ma per farlo è necessario un medico. Vedono la soluzione in un medico milanese specializzato in chirurgia estetica, Gianluca (Fabio Volo). Ma sarà possibile per un tipo avvezzo alla mondanità, al free wi-fi e ai locali eleganti abituarsi alla vita in uno sperduto centro montano. Gli abitanti decidono di ricorrere ad ogni mezzo per far dimenticare a Gianluca la vita di città…

Gaudioso si cimenta nella regia, ruolo di certo a lui noto, e tira fuori una commedia. Aggiungere qualsiasi aggettivo non sarebbe giusto. È un film scadente? Di certo no. Allora è riuscito? Se così si può dire… diciamo che ci si accontenta (come al solito) di portare a casa la pagnotta, con un’idea di base presa pari, pari da Doc Hollywood, aggiungendo una caratterizzazione italica e piazzando nel mezzo qualche buon attore (Silvio Orlando) e la solita bellona, in questo caso l’ex Miss Italia Miriam Leone.

È un film fiacco? Certamente no. È brillante, originale, divertente? Come prima, se ci si accontenta… In poche parole Un paese quasi perfetto è un compitino ben fatto, un prodotto da banco preconfezionato da scongelare e mettere nel forno. E come tale, pronto per essere dimenticato. Alla fine della pellicola, l’unico pensiero che salta fuori è che forse affidare a uno sceneggiatore così capace una storia così stereotipata, sia un po’ uno spreco di risorse. Consigliato a chi ama rilassarsi senza sorprese.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.