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Centri di riabilitazione Messina, la UIL: “L’ASP 5 danneggia pazienti e lavoratori”

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MESSINA. La UIL-FPL sguaina la spada contro l’ASP 5 e scende in campo in difesa dei Centri di riabilitazione per adulti. L’Azienda sanitaria provinciale viene “invitata” ora dal sindacato a uscire immediatamente dal lungo letargo e intervenire con urgenza per mettere in sicurezza i su citati centri che vanno riaperti al più presto. “Siamo fortemente perplessi e preoccupati per come l’ASP sta gestendo la questione dei Centri di riabilitazione per adulti dell’Area Metropolitana. – dichiara il segretario generale della UIL-FPL Messina Pippo Calapai dirigendosi al direttore generale dell’ASP Paolo La Paglia – Come è ben noto a tutti la riabilitazione è stata considerata insieme alla prevenzione e alla cura uno dei capisaldi della legge 833/1978. In questa terribile pandemia COVID-19 tale attività è stata completamente sacrificata dall’ASP con il risultato che l’offerta sanitaria ha subito un calo e sono stati causati danni enormi alla salute di un’utenza particolarmente fragile e agli operatori. Dallo scorso 15 marzo sono stati chiusi numerosi centri e il personale che poteva essere utilizzato in smart working attraverso piattaforme informatiche, dato anche il parere favorevole della Regione, non è stato messo in condizione di utilizzare tale importante e innovativo sistema di cure attraverso la telemedicina. La questione che però appare inquietante è che, nonostante la ripresa delle attività produttive nella denominata Fase 2 numerosi Centri di Riabilitazione non sono ancora stati attivati. Siamo venuti a conoscenza del fatto che il direttore dell’Unità operativa complessa Riabilitazione adulti e minori dell’Area metropolitana si è prodigato oltre misura per garantire un minimo di assistenza riabilitativa, chiedendo l’autorizzazione dello smart working che è stato concesso a un solo lavoratore. Inoltre al fine di aprire in sicurezza i Centri di Riabilitazione e prevenire o ridurre al massimo i rischi di contagio da COVID-19 sia per gli utenti che per gli operatori, il predetto direttore di UOC ha chiesto all’ASP messinese di applicare le linee guida emanate dalla SIMFER (Società italiana di Medicina fisica e riabilitativa). Su tutto ciò, però, non si è ottenuta alcuna risposta, ma solo un silenzio assoluto! A chi interessano questi soggetti particolarmente fragili? Evidentemente a nessuno, così come a nessuno interessa che al personale venga impedito di lavorare, in smart working o no, e che venga costretto alle ferie d’ufficio.