Casa Serena: le veline del Palazzo e la verità dei lavoratori

Il comunicato n° 1045 arriva nelle redazioni alle 17.07 di ieri pomeriggio e recita testualmente: “In riferimento alle rassicurazioni sui pagamenti degli stipendi relativi ai lavoratori che prestano la loro opera nei servizi sociali, l'Amministrazione comunale precisa che: “E' stato rispettato un impegno, che era stato assunto precedentemente agli avvenimenti verificatisi nella mattinata di oggi nei corridoi di Palazzo Zanca.
Già ieri sera, infatti, il sindaco Accorinti e i componenti la Giunta municipale hanno incontrato il ragioniere generale Antonino Cama per definire le procedure del saldo delle spettanze. Oggi, invece, si è dato seguito alle precedenti disposizioni sui pagamenti, che a breve termine consentiranno, come già precedentemente programmato e concordato, i pagamenti già pervenuti in Ragioneria”.
Peccato che la verità raccontata dai lavoratori di Casa Serena e della cooperativa Alba (senza stipendio da 4 mesi i primi e da 2 i secondi) e dai sindacati, comprovabile tramite gli sms che il segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocè ha scambiato con il vicesindaco Guido Signorino, sia ben diversa.
I pagamenti, se gli accordi saranno rispettati, saranno effettuati stamane. Ieri pomeriggio le cose sono andate diversamente da quanto ha dichiarato l'amministrazione Accorinti nel comunicato stampa.
La Giunta ha incontrato il Ragioniere Generale solo intorno alle 19 di ieri sera e non mercoledì pomeriggio, tanto che Cama ha dichiarato alla dirigente sindacale Crocè prima di entrare dall'esecutivo di non sapere nulla del mandato di pagamento inerente la cooperativa Alba, che cura il servizio di assistenza domiciliare agli anziani, e che avrebbe chiesto chiarimenti all'amministrazione.
Lo stesso assessore alle Politiche sociali Nino Mantineo, arrivato a Palazzo Zanca intorno alle 18, da quanto raccontano lavoratori e sindacato non sapeva nulla né del presidio iniziato la mattina né dello scontro con il sindaco Accorinti, che durante un confronto serrato con gli operatori di Casa Serena e della coop Alba li aveva rimproverati con durezza dicendo che non dovevano protestare, e replicando E i mia chi vuliti? quando una lavoratrice gli ha urlato Siamo senza stipendio da quattro mesi, non sappiamo come fare e Non mi interessa quando un altro lavoratore ha gli gridato Non ce la facciamo più.
Come da copione il web si è diviso tra chi ha scritto che la notizia era falsa e chi ha creduto a quanto raccontato dal nostro giornale.
Visto che a un certo punto nella piazza virtuale di facebook si è perfino scritto di uno scontro fisico tra il sindaco Accorinti e i lavoratori, ieri sera ha fatto chiarezza uno degli operatori presenti. “Buona sera a tutti -scrive in uno dei gruppi di FB – vi volevo raccontare la giornata di oggi , visto che ero presente e sono un lavoratore di Casa Serena. Abbiamo suonato alla porta del sindaco cercando di parlare con lui visto che aspettiamo 4 mesi di stipendio.
Esce la segretaria che ci riferisce che il sindaco non era lì. Dopo 5 minuti esce il sindaco che dice la dovete smettere di protestare, la mia collega gli dice che da 4 mesi non prendiamo soldi il Sig. Sindaco con molta delicatezza risponde E I MIA CHI VULITI , Non ce la facciamo più” ha gridato un altro collega, “Non mi interessa, io alle 11.00 devo essere a Pezzolo. Volevo anche chiarire una cosa: nessun lavoratore ha messo una mano addosso al Sindaco”.
Tornando alla velina delle 17.07, il presidio si è sciolto solo dopo le 19.45, quando il ragioniere generale Cama è uscito dalla riunione di Giunta e ha dichiarato che questa mattina (questa mattina e non ieri) saranno emessi i mandati. “Il vicesindaco Signorino gli ha spiegato che i pagamenti alle cooperative dei servizi sociali sono spese obbligatorie -puntualizza il segretario generale Crocè- e così finalmente Cama si è deciso a firmare i mandati di pagamento. Ancora una volta abbiamo dovuto constatare che non è cambiato nulla. Di fatto, facciamo le stesse cose che facevamo con Buzzanca e con Croce: protestiamo per ottenere il rispetto dei diritti dei lavoratori, che pagano sulla propria pelle le scelte sconsiderate del passato”.
Se l'impegno assunto dal vicesindaco Signorino sarà rispettato, allora si passerà alla fase successiva: la convocazione di un tavolo tra amministrazione e sindacati per definire una volta per tutte l'allineamento della liquidazione di tutte le fatture delle cooperative sociali che, non dimentichiamolo, garantiscono un'assistenza indispensabile alle fasce sociali economicamente più disagiate della città.