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Carcere Barcellona PG, prima dà fuoco alla cella e poi aggredisce il poliziotto che lo salva

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MESSINA. Ennesima interminabile giornata di fuoco tra le sbarre del penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto. La denuncia è del segretario nazionale CoSP Domenico Mastrulli. “Questa volta è successo che un detenuto che aveva incendiato la propria cella è stato salvato da un poliziotto intervenuto tempestivamente a rischio della propria vita con l’estintore, ha dovuto poi vedersela con l’energumeno che ha tentato di aggredirlo, nonostante ricevesse aiuto dagli operatori della Polizia di Servizio. Si da atto che l’intervento presso il IV Reparto detentivo dove si registrerebbe una forza di detenuti di circa 24 al primo piano e 12 al piano terra, ha visto la presenza,  prima con gli agenti del reparto e subito dopo, confortati nell’operazione da un nutrito gruppo di uomini del pronto intervento al comando di un ispettore del Corpo, questi, sono intervenuti in quel reparto attirati dalle grida di invocazione soccorso dagli stessi poliziotti che cercavano di salvare dalle fiamme e dal fumo sprigionatosi in cella”.

“La Polizia Penitenziaria a Barcellona Pozzo di Gotto è allo stremo -incalza il segretario nazionale responsabile della  Regione Sicilia Lillo Letterio Italiano. Turni massacranti dalle otto ore in su con un carico elevatissimo di posti di servizio e ore di lavoro che oramai vedono il personale quotidianamente impegnato. Ci troviamo in un carcere dove da mesi denunciamo, sebbene perennemente tenuti d’occhio da chi cerca di celare, anche con velate intimidazioni, quello che accade nella prigione barcellonese, non considerando che è diritto-dovere del sindacato vigilare su quello che accade. Gli agenti denunciando le condizioni di lavoro, la mancanza di idonee misure di sicurezza che di volta in volta emergono e anche su questo la federazione sindacale CoSP si riserva valutazioni legali”.

“Sono mesi che segnaliamo ai diversi presidi penitenziari di responsabilità regionale, centrale, politico e governativo quello che accade a Barcellona PG. Ricordo evasioni, tentativi di evasioni, incendio, sommosse, autolesionismo, aggressioni multiple contro gli operatori di polizia penitenziaria che gestiscono,vigilano e subiscono in quella struttura dove si è richiesto una urgente ispezione ministeriale che a oggi non registriamo. Mancano 60 unità, come dimostrano i turni programmati da sempre e pianificati su tre quadranti invece che su 4 quadranti da  8 e 12 ore continuative, con i diritti sindacali e contrattuali oltre che assistenziali a volte sono disattesi. A nome della Federazione Sindacale Co.S.P. esprimo compiacimento generale per le unità e per il gruppo di pronto intervento. Basta mantenere la testa sotto la sabbia. Nell’interesse istituzionale e dipartimentale l’amministrazione penitenziaria deve assumere provvedimenti indifferibili, che tutelino le donne e gli uomini della prima linea della Polizia Penitenziaria, che in quel penitenziario siciliano subiscono costantemente l’ira dei reclusi”.

Il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto