Cambiamo Messina dal basso, si lavora alla Carta dei Princìpi
Prende forma la Carta dei Princìpi, il documento che raccoglierà idee cardine del movimento “Cambiamo Messina dal basso”.
Dopo una lunga assemblea pubblica si è deciso chi stilerà il testo che dovrà poi essere approvato, presumibilmente tra una decina di giorni.
Le mani che metteranno nero su bianco i princìpi fondanti del movimento sono quelle di Corrado Speziale, Alfredo Crupi, Giuseppe Cardullo, Valentina Roberto, Daniele David, Luciano Marabello, Marcello Mento e Giampiero Neri.
“Nelle due riunioni precedenti -ha detto Ivana Risitano, membro dello staff- ci siamo interrogati su quale fosse la forma migliore da darci e si è chiaramente preferito di evitare il tesseramento e la costituzione in associazione. Si scriverà, quindi, una carta di intenti a cui aderire con la propria firma”.
Una volta prodotto il documento, il movimento dovrebbe in qualche modo darsi una struttura, da non intendersi come una gerarchia partitica tradizionalmente costituita, ma comprendente un coordinamento, assemblee territoriali e laboratori tematici.
Dal dibattito, alla presenza del sindaco Renato Accorinti e degli assessori Filippo Cucinotta, Nino Mantineo e Daniele Ialacqua, emerge una dialettica interna che vede confrontarsi una frangia del movimento più spontanea e che vorrebbe che il movimento andasse avanti come ha fatto fino ad ora, senza strutture né un'organizzazione prestabilita, e un'altra più organizzata che ritiene invece che il movimento debba dotarsi di una maggiore organizzazione, specialmente a livello logistico.
“Vorrei che ci dessimo tempo, che non avessimo subito bisogno del controllo” ha dichiarato Giovanna La Maestra dell'associazione Il Cantiere dell'InCanto, mentre Luigi Sturniolo, consigliere comunale, ha fatto presente le difficoltà di essere rappresentante di un movimento spontaneo dal basso. “Serve uno spazio politico pubblico -ha spiegato. C'è un corto circuito in Consiglio comunale perché noi abbiamo vinto con Renato, ma del movimento siamo solo quattro. Dobbiamo creare strutture che non siano necessariamente sostitutive, ma aggiuntive. E possiamo farlo solo se costruiamo un processo di decisionalità politica”.
Il problema è in primis logistico perché è fondamentale creare forme di aggregazione che facciano fronte alla sempre maggiore richiesta di partecipazione dal basso. In particolare, è necessario che le proposte, le idee, le richieste dei cittadini non siano ascoltate direttamente dalla Giunta, già oberata di lavoro, ma incanalate in un dibattito cittadino.
“Per quanto concerne il documento sugli intenti, dovremmo mantenerci su indicazioni di principio –ha suggerito Daniele David, attivista del movimento e sindacalista Cgil. Occorre trasformare il movimento in luogo vero di trasformazione della realtà, creare un senso di appartenenza è fondamentale per riuscire a farlo”.
“Abbiamo il valore aggiunto di essere presenti nella politica istituzionale -ha dichiarato l'assessore alle Politiche giovanili Filippo Cucinotta- ma dobbiamo interrogarci su cosa ci ha fatto essere movimento. Con la vittoria alle amministrative non abbiamo fatto niente di rivoluzionario, le elezioni sono un meccanismo democratico”.
Il dibattito intorno alla scrittura di una Carta dei Princìpi e sulla creazione di una struttura si è protratto per oltre tre ore. La partecipazione dal basso prevede anche il rischio di una messa in discussione, se non dei valori condivisi, delle modalità di azione del movimento.
C'è il timore che nasca una gerarchia partitica, vituperata dai più e totalmente in contraddizione con la natura spontanea della partecipazione cittadina. Il compito della commissione provvisoria che scriverà la Carta dei Princìpi sarà, se non di riunire le due anime del movimento, quello di sancire una volta per tutte idee condivise da tutti, con in testa l'antifascismo, il rispetto di genere e l'ambientalismo.