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Calcio, la Serie A viaggia in treno. La Sicilia? Tagliata fuori anche in questo caso

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“Il treno Frecciarossa, la casa che ti porta a casa”, recita uno dei più famosi slogan di Trenitalia. E non solo a casa, perché ti consente di muoverti, lavorare, pianificare la tua vita in un Paese coeso e unito da nord a sud, da Torino a Salerno, da Venezia a Reggio Calabria, dove arriva il Frecciargento. Questo è il risultato positivo di un investimento di 90 miliardi, portato avanti in modo tripartisan da tutte le forze politiche italiane. Da Matteoli a Nesi, da Delrio a Toninelli. La prima giornata della seria A di calcio riporta questa evidenza: la massima distanza in ore da passare in treno, tranne Lecce e Cagliari, è di 4 ore e 15 minuti.

In 10 anni, a parte il collegamento con la Sardegna, che ovviamente non può essere coperto da treni ma che comunque prevede un investimento annuo da parte dello Stato di oltre un miliardo per consentire ai sardi di pagare a tariffa sociale voli e navi, il trasporto aereo interno è stato di fatto sostituito con il più ecologico ed economico trasporto ferroviario. Una scelta in linea con quanto si registra nei Paesi europei più evoluti, a partire da Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Una scelta che riguarda anche Tunisia e Algeria, in Africa. La Sicilia? In serie C come il Catania e D come il Messina e il Palermo.

Giacomo Guglielmo

Siciliano a tutto tondo, cittadino del mondo, ingegnere laureato al Politecnico di Milano, docente, esperto di trasporti e fondi SIE, attualmente in forze al MIUR per il monitoraggio dei fondi UE per la ricerca, pescatore con rizza trimagghi e adesso anche aspirante giornalista. Sostenitore del ponte sullo Stretto, non a caso è stato studente di Giorgio Diana, il suo motto ora e per sempre (o almeno fino a quando non lo costruiranno) è: ponte e libertà.