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#Calcio. ACR Messina: in campo e non solo. Analisi di una stagione fallimentare

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Pietro Lo Monaco
Pietro Lo Monaco

E’ terminata nel peggior modo possibile l’ultima stagione del Messina. Inaspettatamente viste le ultime due annate, ma con presagi che risalgono al mese di luglio.

La retrocessione maturata sabato scorso per mano della Reggina lascia strascichi per le vie della città e nelle menti di tutti quei tifosi presenti al San Filippo.

Una stagione a dir poco fallimentare, che con una sola partita, da vincere assolutamente, sarebbe stata sicuramente più dolce per i tifosi peloritani.

Ci siamo presi un po’ di giorni per raccogliere tutto e analizzare a fondo quanto accaduto in questo campionato di Lega Pro. Sarà una specie di pagellone di fine campionato, un’intera classe bocciata salvo alcuni elementi degni di essere nominati e ricordati per aver quantomeno tentato di salvare l’insalvabile.

Partiamo, come giusto che sia, dai protagonisti che hanno vestito la maglia del Messina e che l’hanno portata in giro per l’Italia facendole fare magre figure da Roma in giù.

PORTIERI

Alessandro Berardi, TOP – Il giovane portiere della Lazio arriva a gennaio per sostituire Lagomarsini. E’ uno dei pochi elementi che la maglia l’hanno sicuramente rispettata. Il suo dovere l’ha sempre fatto. Non sono certamente i portieri la causa del disastro.

Rino Iuliano, TOP – Vale un po’ lo stesso discorso di Berardi. Per lui qualche passaggio a vuoto che nell’arco di una stagione può capitare a tutti i portieri d’Italia. Perde il posto per infortunio, ma il suo collega più giovane dimostra sul campo di meritarsi il posto da titolare.

DIFENSORI

Cominciano le note dolenti, anche se non siamo al clou. Tra Grassadonia e Di Costanzo nessuno ha mai riproposto la stessa difesa. Le spiegazioni non sta a noi darle, perché il campo ha parlato: disattenzioni imbarazzanti, specialmente nella prima parte di stagone, hanno permesso al Messina di perdere punti importantissimi. Ma andiamo con ordine.

Daniele Donnarumma, FLOP – Uno dei peggiori terzini sinistri mai visti a Messina negli ultimi quindici anni. La giovane età dovrebbe essere un punto di forza, ma evidentemente i piedi fanno ancora la differenza. Sarà un caso, ma c’è stato un periodo della stagione nel quale lui entrava in campo dalla panchina e il Messina puntualmente beccava gol. Non è questa la sua colpa, il problema è stato portarlo in riva allo Stretto. Ha provato a fare mezza partita decentemente, ma non basta.

Errico Altobello, FLOP – Non poteva esserci peggior ritorno a Messina. Da centrale nella prima parte di stagione se la gioca con suo compare Pepe a chi fa la str.. stupidaggine più grossa. Da terzino destro cerca di adattarsi, ma è impossibile per uno con il suo fisico. Emblematica proprio la partita di Reggio di una settimana fa.

Enrico Pepe, FLOP – Avrà fatto sì e no due partite buone in tutta la stagione. Lo scorso anno era stato uno dei migliori, ma accanto aveva un certo D’Aiello, uno che questa categoria l’avrebbe fatta ad occhi chiusi, ma vabbè. Disattenzioni catastrofiche, ne contiamo almeno una a partita fino a qualche mese fa. Cerca di riprendersi nella parte finale di stagione, ma anche qui è troppo tardi.

Mirko Stefani, FLOP – Nella prima parte di stagione era un leader, riusciva a rimediare dove i compagni peccavano, ma da gennaio in poi un altro giocatore. Errori incredibili, mai visti a questi livelli. In Serie D c’era un certo Chiavaro che neutralizzava attaccanti anche di caratura simile rispetto a quelli incontrati quest’anno (il livello di questa Lega Pro è stato veramente ridicolo), risultato? Lui promosso in Lega Pro, gli altri a fare le belle statuine per tutto l’anno o quasi.

Luigi Silvestri, FLOP – Ed è un peccato, perché ha talento. Quest’anno tra Grassadonia e Di Costanzo ha visto poco il campo ed è parso spesso svogliato. L’incertezza societaria colpisce inevitabilmente i più giovani, in più senza avere la fiducia dell’allenatore in questione è facile dedurre il risultato. Peccato, peccato, peccato.

Erminio Rullo, FLOP – Serie A, Champions League, Coppa del Nonno e chi più ne ha più ne metta. E’ stato il colpo last minute del mercato di gennaio. Ammazza che acquisto, avrà giocato sì e no tre partite, procurando solo ammonizioni e rigori per gli avversari. Voleva farsi probabilmente la pensione a Messina, mi sa che non gli è andata bene. Colpaccio.

Marco Cane, FLOP – Per qualche partita fa il fenomeno sulla fascia: tanta corsa, qualche cross azzeccato e maglia sudata. Poi anche lui si dimentica come si gioca a calcio. Sei giovane ragazzo, dovresti fare trenta partite all’anno sopra la sufficienza, non prendiamoci in giro.

Alex Benvenga, TOP – E’ l’unico a salvarsi del reparto arretrato. Si è dimostrato duttile e disponibile alla causa peloritana per tutta la stagione. Schierato prima a destra, viene messo fuori rosa per un lungo periodo di tempo, salvo poi ripresentarsi come terzino sinistro, con discreti risultati. Caro Alex, sì, sei tu l’immune dal disastro difensivo.

CENTROCAMPO

E’ il reparto con più sufficienze, anche se nella prima parte di stagione è stato davvero difficile poter trovare qualcuno capace di beccarsi il 6 a fine partita.

Loris Damonte, FLOP – Oltre settanta presenze in Serie B facevano ben sperare. In realtà fino a dicembre è un continuo crescendo, poi va perdendosi vertiginosamente con l’arrivo del 2015. Lento, impacciato, quasi dilettantistico. La classica “mpennula”.

Nicolas Izzillo, FLOP – Ci aspettavamo tantissimo da Izzillo. Giovane e di prospettiva, ha deluso per quasi tutto l’arco della stagione. Qualche partita discreta giocata in mediana, ma troppo poco. Paga una stagione nata male e finita peggio, forse troppe responsabilità sulle sue giovani spalle. Anche lui bocciato.

Amato Ciciretti, FLOP – Tre partite quasi perfette, poi il nulla. Questi sono i sei mesi di Ciciretti. L’ultima sua rete, siglata con il Melfi, arriva già nella fase calante della sua esperienza a Messina. Dalla rete con la Reggina è cambiato il suo modo di giocare. Peccato, tanto talento ma poca sostanza per il momento. Doveva essere il punto fermo delle azioni offensive peloritane, non è stato così.

Elio Nigro, TOP – Non abbiamo bevuto alcun Lambrusco. E’ stato parecchio criticato per l’inizio drammatico di stagione, ma ultimamente le sue prestazioni sono state in crescendo. Ha fatto uno sforzo notevole per restare a Messina e gliene va dato atto. Coraggioso e volenteroso, nell’ultima parte di stagione, con i suoi gol, è tornato quantomeno ai livelli di Eboli. Non è bastato, ma l’impegno è innegabile.

Marco Bortoli, TOP – Il ragazzo è stato impiegato poco, ma a parte qualche uscita disastrosa come l’espulsione dopo due minuti dal suo ingresso in campo contro la Casertana non ha giocato male. I tifosi se lo ricordano per il suo gol contro la Reggina a gennaio, lui però torna poche volte in campo. Avremmo voluto vederlo di più in azione.

Manuel Mancini, TOP – Il talento è fuori discussione. Si sacrifica per la squadra più volte giocando in posizioni a lui avverse, ma la mancanza di alternative valide in determinate posizioni del campo la dice lunga su che tipo di stagione ha dovuto affrontare il Messina. Ci ha messo cuore e gambe.

ATTACCO

Se così lo possiamo definire. Uno dei peggiori attacchi della categoria, una fatica pazzesca nell’arrivare a rete, con un ragazzone di 41 anni a prenderselo interamente sulle spalle, “e volevamo vincere la guerra”.

Luca Orlando, FLOP – Gol mangiati, rigori falliti, rovesciate senza senso, stop mancati, contrasti persi quasi nella totalità. Orlando quest’anno è stato questo. La prodezza di Reggio Calabria è presto cancellata con un’annata del genere. Spesso sacrificato sulla fascia, ma l’attaccante deve fare gol e questi sono mancati terribilmente al Messina.

Tommaso Bonanno, FLOP – E’ giovane e tutto quello che volete, ma ci fosse stata una volta in cui abbia dimostrato di poter giocare in questa categoria. E se i giovani non fanno la differenza in certe categorie, c’è da mettersi seriamente le mani nei capelli.

Srdan Spiridonovic, FLOP – Non era neanche male, perché correva e si impegnava, ma a detta della società non è riuscito a integrarsi col gruppo. Buon rientro a Vicenza.

Marcos De Paula – Mah.

Giorgio Corona, TOP – Grazie capitano, perché con le tue dodici reti hai alimentato la speranza di tanti tifosi messinesi in questa annata maledetta. Grazie perché hai rinunciato alla Serie B pur di riportare il Messina nel calcio che conta. Grazie perché hai messo sempre davanti a tutto e tutti il Messina e i suoi tifosi, come avrebbe dovuto fare qualcuno di più grosso in società. Grazie perché ci hai creduto fino alla fine, ma senza una ciurma adeguata il capitano da solo può fare ben poco. Grazie perché a 41 anni insegni ancora calcio in giro per l’Italia, facendo brillare gli occhi ai più giovani. Ce ne sarebbero tante di parole da scrivere, ma ci sono dei limiti da rispettare. Comunque vada, grazie capitano.

Passiamo all’annata fuori dal campo. Qua le distinzioni per ruoli non è corretto farle, perché se la nave affonda è sempre per colpa di chi la comanda, caro presidente Lo Monaco, c’è poco da fare. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Come abbiamo appurato, la maggior parte dei giocatori che sono stati messi sotto contratto sono tutto fuorché giocatori appunto (e abbiamo omesso i calciatori andati via a gennaio per questioni di spazio). Ferrigno e Pagni (altro “mah”) sono coloro che hanno messo la faccia nell’ultimo periodo, ma lei, caro Presidente, oltre che parlare di Napoli, Palermo e Juventus su Sportitalia, non ha da dare qualche spiegazione ai tifosi e alla città?

L’importante per lei è stato paragonare i tifosi del Messina a quelli del Catania, è stato dire che la città non è pronta ad affrontare la Lega Pro, è stato minacciare continuamente di lasciare il comando spaventando tifosi e giocatori, senza mai ammettere le sue chiare e incontestabili colpe su questa stagione fallimentare, facendo suo malgrado comunella con la giustizia sportiva e con il sistema calcio, che lei tanto contesta e che nel frattempo restituiva stranamente i punti alla Reggina.

Il Messina è retrocesso sul campo per mano dei rivali di sempre e questo, ripescaggi o meno, ricorsi o meno, punti di penalizzazione o meno, resterà sempre scritto negli annali di questo sport. Il suo continuo silenzio fa solo rabbia e tristezza. Faccia con calma, tanto è passata appena una settimana, i tifosi non vogliono sapere se il prossimo anno sarà Lega Pro o Serie D, se la squadra si iscriverà a uno di questi due campionati, niente di niente.

Non vorremmo che togliesse le sue preziose energie per continuare a dire se Dybala sia o meno un acquisto azzeccato per la Juventus o se il Napoli faccia bene a prendere Mihajlovic (ah, sta firmando con il Milan). Tranquillo Pres, qua nessuno le mette fretta.

Giuseppe Marino

Laureato in Giornalismo all'Università degli studi di Messina. Si occupa a tutto campo della sezione sportiva di Sicilians, con un occhio di riguardo verso il calcio nostrano. Vi racconterà di tutto e di più sull'ACR Messina e sul panorama sportivo regionale.