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Blitz alla Casa dello Studente per identificare gli occupanti

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Foto Dino Sturiale

Due settimane. Da tanto dura l’occupazione della casa dello Studente di via Cesare Battisti del Teatro Pinelli. Stamane poco dopo le 9 i vigili urbani sono entrati nell’edificio e hanno iniziato a identificare i numerosi studenti che hanno deciso di dare manforte agli attivisti del Pinelli.

Fuori gli agenti della Digos della Questura di Messina, ma per il momento non si parla di sgombero. Ancora una volta i pinelliani, già abbondantemente identificati nell’ultimo anno, hanno dichiarato di avere trovato una finestra aperta della sala mensa e di essere entrati da là. Una curiosa coincidenza con quanto dichiarato quando occuparono il teatro Vittorio Emanuele.

Anche in quel caso sostennero di essersi introdotti da una finestra aperta, anche se nessuno ha mai spiegato come siano riusciti a orientarsi al buio, arrivare fino al palcoscenico, individuare il quadro comandi e, dando prova di una notevole abilità, riuscire ad accendere le luci, aprire il sipario e alzare la porta tagliafuoco. Ma questa è un’altra storia.

Gli attivisti del Pinelli sostengono di occupare gli spazi abbandonati (dal Teatro in Fiera alla Casa del Portuale) per restituirli alla città. Salvo poi organizzare spettacoli gratuiti per i quali nessuno ha mai pagato la Siae e vendere birra e simili senza averne la licenza. Più concreta invece la posizione degli studenti universitari del Collettivo Unime che hanno deciso di appoggiarli.

Questi ultimi contestano l’ipotesi di cedere il palazzetto, di proprietà del Comune di Messina, per trasformarlo nel secondo Palazzo di Giustizia e ne rivendicano la destinazione originale, rifiutando la possibilità di uno scambio con l’ex ospedale Regina Margherita, che dopo massicci interventi di ristrutturazione dovrebbe diventare una cittadella universitaria.

La Casa dello Studente di via Cesare Battisti fu chiusa dopo il terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009 perché priva di alcuni requisiti di sicurezza. Oltre 130 stanze e 249 posti letto inutilizzati da allora, mentre gli studenti fuori sede si arrangiano come possono, tra affitti pagati in nero e assenza di risposte alle loro richieste.