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Biostabilizzatore a Pace, Ialacqua: “Indietro non si torna”

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L'impianto visto dall'alto

“Oggi siamo di fronte a un bivio. Vogliamo continuare a gestire il ciclo dei rifiuti in condizioni di perenne emergenza, conferirli lontano dalla città e tartassare i cittadini per far fronte agli ingenti costi di gestione?

Oppure, più concretamente, vogliamo finalmente avviare la raccolta differenziata e una seria politica di gestione che osservi la normativa vigente, che attui interventi di riduzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti e poi, per la parte residuale, si avvalga di un moderno impianto di trattamento come quello che ci apprestiamo a costruire a Pace?”

Risponde così l’assessore all’Ambiente del Comune di Messina Daniele Ialacqua alle obiezioni che stanno accompagnando l’annuncio della costruzione di un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti lungo il torrente Pace.

“So bene che il progetto di Messinambiente insiste in una zona già martirizzata dal punto di vista ambientale, a ridosso di un torrente e ai piedi di un discarica mai messa in definitiva sicurezza -prosegue Ialacqua, prevenendo quanti lo accusano di non essere coerente con gli oltre 25 anni di impegno ambientalista- e vorrei rassicurare tutti. Sulle discariche a cielo aperto non ho cambiato idea e nemmeno sugli inceneritori,  ma qui dobbiamo decidere di imprimere a tutta la vicenda quel cambio di passo troppe volte promesso e farlo in fretta, dal momento che i contributi della Regione Sicilia non saranno disponibili in eterno e finanziano solo progetti immediatamente esecutivi. A queste condizioni, la realizzazione dell’impianto di pretrattamento proprio in quell’area è il male minore”.

Quello che sorgerà lungo il torrente Pace in effetti ha poco a che vedere con una discarica vecchia maniera. Si tratta infatti di un impianto di pretrattamento e recupero meccanico-biologico con annesso stoccaggio per sovvalli, i materiali residuali del processo di separazione.

Secondo le mappe allegate al progetto, la struttura sarà realizzata a monte del vecchio inceneritore e a valle della discarica di Portella Arena, a un chilometro dalla linea di costa e a 500 metri dall’insediamento abitativo più vicino nella vallata, sul fianco sinistro del torrente, di fronte alle cave di sabbia. In piena ZPS (Zona a Protezione Speciale), dunque.

“Le normative ambientali però le abbiamo rispettate tutte -assicura l’ingegner Roberto Lisi di Messinambiente. Insieme alla VIA (la Valutazione di Impatto Ambientale) elaborata da un’équipe di studio multidisciplinare, è stata effettuata la valutazione di incidenza. Entrambe hanno ottenuto un giudizio favorevole da parte della Regione e  dopo 7 conferenze di servizi e 675 giorni di iter è arrivata anche l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) con i decreti del 13 agosto 2009 e del 13 luglio 2010”.

Anche il Genio Civile di Messina ha rilasciato alla fine il proprio nulla osta. Vero è che l’Ingegnere Capo Gaetano Sciacca non ha mai nascosto pubblicamente le proprie riserve sulle criticità che l’opera continua a presentare. Tuttavia nel giudizio finale ha prevalso la volontà di sostenere l’uscita definitiva dall’emergenza rifiuti che questo progetto porta in sé.

I numeri, del resto, sembrano fugare ogni dubbio. A Messina, secondo i dati di Messinambiente, si producono in media 300 tonnellate al giorno di rifiuti. Solo il 5% di questa massa enorme oggi entra in un ciclo virtuoso di differenziazione e recupero attraverso consorzi o centri di selezione , le isole ecologiche. Il restante 95% va comunque a Pace, in quell’impianto di trasferenza per anni al centro di denunce e polemiche per la sua inefficienza e poi, fuori provincia, nelle famigerate e costosissime discariche di Mazzarrà Sant’Andrea prima e di Motta Sant’Anastasia da alcuni mesi. A fronte di ciò il nuovo progetto assicurerebbe “una capacità di trattamento di rifiuti in ingresso per  280 tonnellate al giorno per  12 ore di funzionamento e un obiettivo minimo del 30% di separazione di rifiuti biodegradabili”.

Il processo di trattamento e recupero prevede la triturazione e la vagliatura dei rifiuti, la separazione della frazione umida che è trattata e biostabilizzata per 21 giorni con un  biofiltro e il trattamento del  percolato in un apposito  impianto. In discarica andrebbe solo la cosiddetta frazione secca (intorno al 60%) mentre si recupererebbero in media 60 tonnellate al giorno di cosiddetto compost grigio, utile per recuperi ambientali o ripascimenti delle coste.

Ma anche un moderno impianto industriale usato alla vecchia maniera non cambierebbe di una virgola lo stato di cose presenti. “Abbiamo calcolato che ai ritmi messinesi persino la nuova discarica si esaurirebbe in un paio d’anni” sottolinea l’assessore Ialacqua.

La scommessa vera allora resta quella di fare partire un ciclo virtuoso, fondato sulla riduzione a monte della massa di rifiuti mediante politiche  che incentivano la raccolta differenziata spinta, il riuso e il riciclo dei materiali, la separazione delle frazioni secca e umida, il compostaggio.

“Agli impianti di carattere industriale e alle discariche giungerebbe così solo la parte residuale di tutto quello che si produce -osserva il fisico Beniamino Ginatempo, dell’associazione Rifiuti Zero”.

“Noi con Palermo abbiamo parlato chiaro -aggiunge  Ialacqua. Per ottenere il finanziamento di 15 milioni di euro era necessario un progetto immediatamente esecutivo, ma insieme a questo ne abbiamo presentato uno da quattro milioni e mezzo per la raccolta porta a porta per almeno 65 mila abitanti, più un altro milione 300 mila euro per la messa in sicurezza definitiva di Portella Arena. Inoltre abbiamo fatto presente alla Regione la nostra volontà di bonificare altre aree che sono state coinvolte nella pessima gestione dei rifiuti che abbiamo ereditato”.

Ialacqua allude alla discarica di Vallone Guidari, nei pressi di Mili, ma anche all’inceneritore di San Raineri e alle troppe discariche abusive che si vanno quotidianamente scoprendo sul nostro territorio. “ Con 20 milioni di euro, in quattro-cinque anni possiamo puntare a rendere Messina finalmente autonoma da ogni dipendenza in materia di rifiuti. Non sarà ancora la strategia rifiuti zero di Paul Connett, ma certamente qualcosa che le si avvicina”.

L’avvio delle procedure di finanziamento è stato comunicato al prefetto Stefano Trotta all’inizio della scorsa settimana. La Regione garantirà le prime tappe dell’iter assumendosi la responsabilità di predisporre il bando e costruire l’impianto di Pace. A lavori ultimati il Comune deciderà a chi affidarla, anche se l’assessore Ialacqua ci tiene a sottolineare la sua preferenza per una gestione prevalentemente pubblica del ciclo dei rifiuti.

“Il nostro interesse coincide con quello dei cittadini -conclude. Vogliamo un sistema virtuoso, dai costi ridotti, finalmente sottratto agli interessi di chi sul ciclo dei rifiuti ha accumulato immense ricchezze. Siamo disposti a rischiare e a prenderci tutte le possibili critiche, ma non torneremo indietro”.