#Barcellona. Discariche abusive e amianto a Santa Venera, la denuncia di Legambiente del Longano
Discariche abusive a Santa Venera. A denunciarlo ancora una volta è Legambiente del Longano in una nota al sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, al Procuratore della Repubblica di Barcellona, all'ASP Ufficio Igiene Pubblica e alla Polizia Municipale.
Il circolo di Legambiente del Longano, nelle sua costante attività di monitoraggio del territorio denuncia alle autorità competenti la presenza di siti divenuti discariche abusive a Santa Venera. In particolare in via Monsignor Bartolo Cambria ne è presente una ai bordi della strada e in terreni adiacenti .
“La situazione che abbiamo trovato -spiega Carmelo Ceraolo, presidente di Legambiente del Longano– dimostra il degrado umano di chi incurante del male che fa all'ambiente ha trasformato queste aree extraurbane in vere e proprie pattumiere”. Nelle discariche vi è di tutto, dall'amianto in enormi quantità, agli elettrodomestici, dagli pneumatici, al vetro ai residui di lavorazione edilizia.
Per Legambiente è arrivato il momento della tolleranza zero e di applicare sanzioni pesanti nei confronti di chi scarica rifiuti contribuendo al degrado del nostro territorio. Le discariche nascono come funghi in ogni angolo della città: a fianco di arredi e oggetti domestici tra i più diversi anche inerti e scarti di cantieri, segnali del passaggio e cattive abitudini di abusivi e lavoratori non in regola. Eppure questa tipologia di rifiuti ben si presterebbe ad essere trattata attraverso un processo di riciclaggio, che ne consenta la valorizzazione all'interno del mercato edile e che richiede una preventiva raccolta differenziata, da effettuare in forme diverse rispetto ai rifiuti ordinari.
Molti dei rifiuti gettati con estrema noncuranza possono essere oggetto di un processo di recupero, mettendo in tal modo sul mercato prodotti, talvolta anche di elevata qualità, utilizzabili in diverse categorie di lavori: da quelli stradali, ferroviari a quelli edili. Ci auguriamo -sottolinea Carmelo Ceraolo- che tutto questo materiale di scarto sia riutilizzato in maniera sempre crescente, per non intasare il già congestionato ciclo dei rifiuti ordinari. Servono misure sanzionatorie, perché questi comportamenti oggi sono diventati propri di alcune imprese che per abbattere i costi evitano la gestione del rifiuto.
“Soprattutto quella tipologia di rifiuti che dovrebbero essere smaltiti attraverso ditte specializzate per il recupero, ma che hanno costi sensibili. Per risparmiare queste ditte spesso scelgono di allontanarsi di qualche chilometro, percorrendo strade poco battute e di abbandonare i loro rifiuti in mezzo alla vegetazione senza farsi alcun scrupolo”. Occorre quindi fare un salto di qualità, attraverso certificazioni comuni e condivise. Anche perché il numero delle imprese verdi sta crescendo moltissimo, è importante che si vada conferire presso le apposite ditte autorizzate e che il committente chieda la ricevuta dopo il conferimento, (che paga e viene anche truffato da ditte senza nessun scrupolo) in quanto la gestione dei rifiuti e più in generale operare nel rispetto delle regole della sostenibilità ambientale rappresenta oggi non solo un dovere, ma una necessità che ha ricadute sulla crescita economica e sulla tutela dell'ambiente.
Non possiamo restare a guardare davanti allo scempio del territorio -conclude il presidente dell'associazione del Longano. I cittadini hanno il diritto-dovere di denunciare situazioni di degrado. Solo attraverso il contributo corale di tutti, possiamo sperare in un territorio libero dai rifiuti che, troppo spesso, soprattutto tra le giovani generazioni, sono ormai considerati parte integrante del paesaggio della nostra Provincia”.