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Attualità. Violenza sulle donne, Sum Communication: “È figlia della cultura del disprezzo”

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MESSINA. La violenza di genere non è un fenomeno che dilaga basandosi sul nulla: è figlia della cultura del disprezzo, della presunta inferiorità di un genere rispetto ad un altro; dell’idea che se una donna è bella non può essere intelligente. E se occupa posti di responsabilità non sarà certo (solo) per meriti professionali. 
Prima delle minacce, delle percosse, dei delitti, ci sono le offese, gli insulti. E la violenza passa dai social alla velocità della luce e con una facilità incredibile. In questi anni, noi di Sum communication & marketing , abbiamo seguito e continuiamo ad affiancare nella nostra attività, numerose persone di valore: parlamentari, amministratori, chef, scrittori, imprenditori, professionisti nei vari settori che si sono distinti nei loro ambiti di pertinenza. Ma solo quando si tratta di donne ci troviamo a dover leggere, moderare e sopportare commenti sui social network (o in reali stanze in cui gente in carne e ossa parla senza filtri) di natura che non esitiamo a definire nauseabonda.
Battute di pessimo gusto o affermazioni diffamatorie non sono mancate e, puntualmente, ci siamo indignati, abbiamo segnalato, ci siamo preoccupati. Sì, perché è preoccupante!

Sum è uno studio associato nel quale operano uomini e donne (in maggioranza, sappiatelo!) ma davanti a queste circostanze siamo solo persone, senza genere! E da persone ci unisce il disgusto verso chi mostra un comportamento di aggressività e offesa verso le donne. Nessuno è legittimato a farlo. Neanche da dietro il display di un pc, con un post di basso livello. Perché le parole hanno un peso. Le parole esprimono un modo di essere. Le parole sono fendenti e spesso sono il preludio dei colpi che rompono le ossa e sciolgono con l’acido.

Cari haters, ignoranti e sorci da tastiera, siete disgustosi. E siete colpevoli…come chi abusa fisicamente di un essere inerme. Perché con le vostre parole lasciate ferite reali. Perché con i vostri commenti fate del male. Voi che pensate siamo tutte troie…a parole. Le vostre! Quelle di qualche mediocre a cui mai basteranno i fatti e le evidenze perché il pregiudizio e l’ignoranza, per qualcuno, sono l’unico codice possibile”.