ATM torna alle vecchie abitudini: in strada anche solo 18 bus

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Un tabellone dell'ATM, simbolo di un'azienda che non cambia

E dopo i proclami di cambiamento si torna alle vecchie abitudini. Il sindacato Orsa torna alla carica sulla questione ATM e lo fa attaccando a testa bassa.

“Il mese di maggio si apre con gli stessi numeri di mezzi in servizio di quello dello scorso anno quando però la gestione aziendale e l'amministrazione comunale erano ben diverse” dichiara Michele Barresi, delegato regionale di Orsa Trasporti.

A essere sempre gli stessi sono i messinesi, che per un breve periodo di tempo si sono illusi che almeno sul fronte dei trasporti pubblici qualcosa potesse cambiare. Invece no. Gli autobus in strada sono di nuovo meno di 20 e visto che i conti non tornano l'Orsa chiede all'esecutivo Accorinti di rivedere il piano decennale di riequilibrio dell'Azienda Trasporti per evitare che si arrivi al fallimento.

 “L'ATM è un malato che muore davanti agli occhi di tutti –commenta ancora Barresi- mentre troppi dottori ne studiano inutilmente la cura. Dal 28 al 3 maggio abbiamo monitorato la situazione del servizio gommato. In strada ci sono una media di 23 bus in servizio, con un minimo sceso fino a 18 mezzi il 30 aprile e il 2 maggio. I tram, guasti permettendo, solo i soliti 6, insufficienti a sopperire o a integrare la carenza del servizio gommato al netto di qualunque progetto ambizioso o fantasioso si voglia studiare”.

“Lo scenario di queste settimane -dichiara Paolo Frigione, responsabile Coordinamento Autisti Orsa- peraltro già visto in passato, è quello dello scorso anno, con rioni e villaggi completamente abbandonati a se stessi. Le linee 74, 17, 47, 76, 41, 43, 79, 2, 81b, 77, 70, 13, 15 e sono 10 fortemente ridotte o completamente scomparse per carenza mezzi. Qualche esempio? Le Masse, Castanea e Faro superiore possono contare solo sul 73 e si registrano tempi di attesa tra una corsa e l'altra di 2 ore e 30 minuti.

La carenza dei mezzi comporta spesso la sospensione di servizi fondamentali come il collegamento bus con il Centro Neurolesi, a cui si aggiunge la frequente soppressione del 78, che collega l'Annunziata all'ospedale Papardo. Non va meglio nella zona sud, dove a singhiozzo mancano i bus 6, 9, 38, 29, 33 e 35 e si lasciano isolati i villaggi di Briga, Larderia, Tipoldo, Cumia e Bordonaro”.

Pur riconoscendo all'assessore ai Trasporti Gaetano Cacciola la palma di “più attivo della squadra accorintiana”, il quadro dell'Orsa è la prova del fallimento della politica della mobilità urbana attuato in 10 mesi di amministrazione.

“Visto che il trasporto pubblico rappresenta il vero banco di prova dell'amministrazione -incalza Barresi- riteniamo utile che si chieda un monitoraggio costante e reale direttamente all'azienda giorno per giorno. Meglio ancora se verificato sul campo, alle fermate, dove i cittadini aspettano inferociti bus che si intravedono sempre meno. Sono passati pochi mesi da quando si enfatizzava l'aumento degli autobus in circolazione (erano 50) e sebbene come sindacato avessimo accolto con ottimismo quello che appariva un nuovo corso, avevamo palesato la necessità urgente dell'acquisto di nuovi mezzi per non tornare all'emergenza.

Oggi constatiamo che anche l'acquisto dei bus dall'ATM Milano ha subito uno stop e potrebbe rappresentare, se non si rimedia per tempo, l'ennesima occasione perduta di un'azienda che non riesce a rinascere e che dal 2007, affidandosi alle solite competenze interne che in vent'anni hanno manifestato i propri limiti gestionali si dimostra incapace di acquistare nuovi bus e gestire i processi di manutenzione ed è lasciata ìrresponsabilmente da mesi nelle mani di una giostra di direttori generali a tempo, molti dei quali corresponsabili dello sfascio attuale se non addirittura inquisiti per fatti legati alla stessa gestione dell'azienda”.

Il piano di riequilibrio dell'Azienda Trasporti, che prevede un risparmio di 55 milioni di in 10 anni, è stato strutturato prevedendo da maggio di quest'anno 52 mezzi che dovrebbero effettuare 3 milioni e mezzo di chilometri con rimborsi superiori a 6 milioni e mezzo di euro nel 2014.

Ma se i bus in strada continuano a essere meno della metà di quanto ipotizzato, secondo l'Orsa “si rischia di partorire un progetto giusto e ambizioso, ma falsato in partenza dai numeri dei mezzi oggi in campo, che darebbe il colpo di grazia all'ATM. Riteniamo urgente e necessario che l'amministrazione comunale convochi un tavolo tecnico sull'Azienda Trasporti per illustrare, ove ve ne fossero, le strategie imprenditoriali programmate per l'acquisto di mezzi e il rilancio dell'ATM e che nelle more sospenda l'atto di indirizzo relativo al piano finanziario decennale esitato dalla Giunta Accorinti”.

Aggiornamento 19.16

“Abbiamo concluso una prima fase -replica l'assessore Cacciola- e adesso intendiamo passare a uno step successivo per dare la svolta decisiva all'ATM, anche con il supporto di altre aziende non locali. Non concordo con tutti i numeri dati dall'Orsa, ma è certo che si deve uscire da questa fase di stallo”. Rispetto a pochi mezzi in circolazione Cacciola dichiara che non può “andare ogni giorno verificare quanti sono i bus in strada. Al di là dei numeri, c'è una situazione di crisi sulla quale dobbiamo intervenire perché così non si può continuare”.

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