ATM, reset! presenta Free_Messina e bacchetta l’amministrazione
Ridurre di un quarto i tempi di attesa degli utenti soprattutto in periferia e nei villaggi, portare la frequenza delle nuove linee da un minino di 9 (tranvia) a un massimo di 38 minuti ed elevare i chilometri percorsi ogni anno dai bus dell'Azienda Trasporti Messina dai 2,65 milioni del 2013 a 3,15 milioni del 2014 fino ai 4,6 milioni dal 2015 in poi.
L'ambizioso progetto è del movimento reset!, che ha redatto il progetto Free_ Messina insieme a Cgil, Cisl, Uil, Orsa e Ugl con l'obiettivo di migliorare il servizio del TPL (Trasporto Pubblico Locale), riorganizzare e riqualificare l'ATM ed evitare il dissesto del Comune di Messina.
“Free_Messina –spiega Alessandro Tinaglia dui rest!- non è però un cervellotico progetto di finanza creativa ma la semplice riorganizzazione dei percorsi dei mezzi pubblici della città attraverso un sistema di 23 linee (19 autobus e 4 minibus)”.
Rispetto ai chilometri annuali percorsi, Tinaglia sottolinea che incrementarli “significa garantire un rimborso regionale superiore (pari a quasi 11,7 milioni euro l'anno a partire dal 2015), un aumento delle entrate dei biglietti (6 milioni di euro annui sempre dal 2015), oltre che un significativo miglioramento del servizio. Per fare ciò sarà necessario mettere in servizio, al netto delle riserve, 46 bus, 4 minibus e 7 tram”.
Reset! ha le idee chiare anche sui costi da sostenere, che riguardano una campagna di comunicazione per informare sulle novità. “ A tale campagna –chiosa Tinaglia- immaginiamo di associare un periodo di due mesi durante i quali tram e bus saranno gratuiti per tutti. Ciò allo scopo di rendere gli utenti parte attiva dell'esperimento e limitare gli inevitabili disagi derivanti dal cambio delle linee e dallo spostamento delle fermate”. Ma si dovrà spendere anche per la collocazione di nuove paline colorate immediatamente riconoscibili e per la nuova segnaletica stradale.
Il progetto di rilancio dell'ATM durerà quanto il Piano decennale di riequilibrio e avrà come risultato il risanamento dell'Azienda Trasporti, un servizio efficiente ed efficace e la riduzione del costo del Contratto di Servizio tra la partecipata e il Comune, con un risparmio di oltre 55 milioni di euro in 10 anni”.
Ma il piano di reset! analizza pure i punti deboli , a partire dall'usura cui sarà sottoposto il parco mezzi dell'ATM. Gli oltre 4,6 milioni di chilometri previsti dal progetto Free_Messina saranno percorsi con 60 bus e questo significa una media di poco più di 75 mila chilometri l'anno per ciascun mezzo, quando uno nuovo percorre in media tra i 50 e i 60 mila chilometri l'anno.
“Altro elemento da valutare con attenzione è quello relativo al numero di autisti –puntualizza Tinaglia. Il progetto prevede che a regime, a partire da settembre 2014, siano impiegati 175 autisti (3,5 autisti per ogni bus in esercizio) e 28 tranvieri ( 4 tranvieri per ogni tram in esercizio). In totale sono 203 autisti e ad oggi ci risulta che in ATM ne siano disponibili al massimo 195 tra bus e tram.
Sarà dunque necessario rimettere mano alla pianta organica e formare il numero di autisti necessario anche in relazione all'età del personale ed ai prossimi pensionamenti.
Free_Messina è un progetto di cui la città avrebbe potuto fruire già da settembre 2014, poiché avevamo predisposto di concerto con l'amministrazione e con i vertici dell'ATM l'acquisto di 30 bus usati, che insieme a quelli meno vetusti del parco mezzi attuale avrebbero garantito il numero necessario di 60 autobus.
I fondi che l'amministrazione avrebbe dovuto utilizzare per acquistarli non sono però arrivati, mentre si è scelto di ripartire da zero attraverso un prestigioso accordo con l'Azienda Trasporti di Torino.
Un passaggio che segna di fatto il fallimento dell'amministrazione nella gestione di ATM. Non discutiamo le capacità e la competenza del nuovo DG Foti , nonostante non crediamo che l'idea di mettere in linea 13 tram sia molto sensata.
Vogliamo sperare che almeno questa volta l'esterofilia dell'amministrazione dia risultati migliori di quanto visto fino ad ora e che il Free_Messina non sia un'altra occasione perduta”.
In chiusura, Tinaglia si toglie l'ultimo sassolino dalla scarpa. “Il valore di 55,468 milioni di euro da noi fornito alla Giunta che lo ha inserito nel Piano decennale di riequilibrio –chiarisce- era frutto dell'attuazione del Free_Messina. Se però, come ci risulta, non esiste ancora un piano alternativo al nostro, è bene avvisare il Consiglio Comunale (che dovrà esaminare e approvare il Piano decennale di riequilibrio) che il valore di 55,468 milioni di euro non potrà essere ritenuto né valido né attendibile.
E la cosa non ci sorprende se si pensa che l'Amministrazione aveva predisposto un contratto di servizio che prevedeva un rimborso chilometrico regionale, senza distinzione tra bus e tram, di un euro e 50 a chilometro. Se non fossimo stati invitati a quel tavolo e non ci fossimo trovati tra le mani quella bozza di contratto di servizio, oggi Messina discuterebbe di una auto-riduzione del rimborso chilometrico regionale e, di conseguenza, del fallimento di ATM. Queste cose è bene che la Città le conosca”.