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Arrivato in città il Robur con a bordo 266 profughi

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Le procedure mediche subito dopo l'identificazione

Sono arrivati a Messina dopo le 22.30. Sono i 266 profughi provenienti da Medio Oriente e Nord Africa inviati dal ministero dell’Interno, che ancora una volta sembra non rendersi conto di quanto sia difficile per questa città gestire le centinaia di immigrati che arrivano con il proprio carico di dolore, paura e disperazione.

La richiesta del sindaco Accorinti di non inviarne altri dopo l’ultimo arrivo non è stata presa in considerazione e, come è prassi, da stamane la Prefettura è in attività per gestire al meglio l’accoglienza.

Oltre un’ora dopo l’attracco le procedure di riconoscimento non sono ancora state completate e dalla sala operativa del Corp di Polizia Municipale fanno sapere che il trasferimento al PalaNebiolo, la struttura dell’Annunziata messa a disposizione dall’Università (unico ente locale a dare una risposta concreta e immediata alla richiesta di aiuto della Prefettura per individuare uno o più luoghi in cui ospitare i profughi) alla fine di ottobre, saranno completate solo durante la notte.

Dalle prime informazioni fornite dall’assessore alla Protezione Civile Filippo Cucinotta, una volta ultimate le procedure previste dalla legge, 10 donne con i propri figli saranno accolte dall’Ipab di Santa Lucia del Mela, altre 40 in una struttura religiosa di Mongiuffi Melia, 9 a Collereale, una a Giampilieri e 4 in un centro dell’AiBi.  

A portare a Messina i 266 profughi un mercantile italiano, il Robur. Traloro anche 69 donne (6 delle quali incinte) e 45 bambini. Le informazioni dettagliate non sono ancora molte, ma sembra che si tratti di siriani, eritrei, egiziani, tunisini e persino palestinesi.