Accorinti si impegna, sciolto il presidio al Vittorio Emanuele
L'incontro con il sindaco di Messina Renato Accorinti e le sue promesse di trasparenza e legalità li hanno convinti. I lavoratori dell'Ente Teatro hanno sciolto il presidio. Ma non abbassano la guardia, perché le incongruenze sono ancora tante. A partire dalle consulenze.
“Si tagliano gli spettacoli perché non ci sono fondi, ma inspiegabilmente si continuano a pagare consulenti per far andare avanti il Vittorio Emanuele”.
La denuncia è del segretario generale della SLC Cgil di Messina Pippo Di Guardo, che aggiunge: “Su cinque spettacoli della stagione di musica ne hanno proposto solo uno, il Rigoletto, che per di più era un recupero della stagione passata. Le serate dedicate all'operetta e a Tchaikovskji sono state rinviate a data da destinarsi e non ci sono certezze neanche per gli altri due appuntamenti di ottobre e dicembre. Sono saltati anche appuntamenti della prosa, come lo spettacolo su danilo dolci. Quando hanno ricevuto indietro il Bilancio Previsionale 2013 hanno sospeso la stagione e hanno cancellato il cancellabile, ma rispetto alle consulenze non hanno speso una parola.
Nel frattempo, l'ente continua a pagare i consulenti persino per far redigere i bilanci. Ci sembra davvero assurdo e non ci limiteremo ad una denuncia verbale. Sabato ci siamo incontrati con il sindaco Accorinti e sulla base delle sue promesse abbiamo poi deciso di concludere il presidio. L'avviso pubblico per la selezione del futuro presidente ci sembra un buon modo di procedere.
Adesso ci aspettiamo che anche il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, che non ha ancora rispettato l'impegno di inviare un commissario, che dovrà sostituirsi al Consiglio di Amministrazione in attesa delle nuove nomine”.
Intanto lunedì prossimo i candidati alla presidenza dell'Ente Teatro dovranno presentare il proprio curriculum agli uffici dell'URP di Palazzo Zanca. L'avviso fatto predisporre dal sindaco Renato Accorinti prevede la compilazione di un modulo nel quale si specifica se si appartiene ad associazioni, onlus o altro, il curriculum vitae e, ma è facoltativa, una breve relazione sintetica su come si vorrebbe gestire l'Ente Teatro. “Gli emolumenti connessi alla carica saranno determinati dall'ente gestore” si legge nel sito del Comune.
Finita l'era delle nomine di natura politica, che hanno ridotto il teatro Vittorio Emanuele nello stato in cui è adesso, si apre l'era del merito. Giusto però per non dimenticare, è bene dare un'occhiata ai compensi ai quali fa riferimento la SLC Cgil, che rispetto al futuro presidente sottolinea che “non ha nomi da proporre e che conta sulla capacità di discernimento del sindaco”.
Posto che riguardo al compenso del presidente Luciano Ordile (democristiano di ferro poi transitato nell'UDC e quindi vicinissimo al presidente dell'ARS Giovanni Ardizzone), non c'è traccia della rinuncia che lo stesso dice di aver fatto dalla fine del 2010 e che il sopritendente Paolo Magaudda si attesta sui 2.600 euro al mese, vediamo quanto prendono i consulenti.
Le ultime delibere del CdA riguardano il biennio 2011-2013 e la maggior parte degli incarichi sono scaduti da pochi giorni. Da precisare, che anche se il teatro è indietro con i pagamenti, ovviamente alla fine tutti avranno quanto previsto.
In dettaglio, per le ultime due stagioni i direttori artistici delle sezioni di musica e prosa Lorenzo Genitori e Maurizio Marchetti percepiranno 80 mila euro lordi, il responsabile della stagione di teatro della Sala Laudamo Dario Tomasello 24 mila euro, la responsabile degli allestimenti scenici Francesca Cannavò 78 mila euro e l'addetto stampa Vincenzo Bonaventura, giornalista in pensione, 49.840 euro.
Degni di nota sono però gli incarichi di altri due consulenti, Domenico Santamaura e Riccardo Raccuglia. Per predisporre il Bilancio Consuntivo del 1010 Santamaura ha incassato o incasserà 12 mila euro, mentre per la redazione dei Consuntivi 2011 e 2012 ne prenderà altri 16 mila.
In merito al compenso che spetta a Ramuglia per presentare dei ricorsi alla Commissione Tributaria per il recupero dell'Iva, il sito dell'Ente Teatro rimanda sibillinamente ad DM 140 del 2012, mentre per una ricognizione dei debiti e dei crediti Iva per il periodo che va dal 2001 al 2011 percepirà 2.500 euro.
“Da sottolineare -puntualizza Di Guardo- che per questi incarichi, oltre a disporre del personale interno, il teatro, che è un ente regionale, non dimentichiamolo, potrebbe tranquillamente chiedere aiuto all'assessorato di riferimento. Invece, si preferisce puntare sugli incarichi sterni. Una delle tante assurdità cui siamo costretti ad assistere, mentre i lavoratori e la città aspettano risposte certe e trasparenza”.