#ACRMessina. Scaricabarili, prese in giro ai tifosi, pupi e pupari

Il dado è tratto, forse: Natale Stracuzzi, presidente uscente e il suo fido Pietro Oliveri si sono presentati in sala stampa per raccontare le loro “verità” e per rispondere in parte alle accuse della minoranza rivolte ai due soci dopo la partita col catanzaro. In realtà Oliveri non ha aperto bocca, parola dunque a Stracuzzi, che inizia subito il discorso prendendo le distanze dalle accuse di Gugliotta proprio nel post gara di sabato scorso: “Non ho nulla da controbattere, sono abituato ad assumermi le mie responsabilità, cosa che molti non hanno il fegato di fare. Fino ad ora sono successe cose per volere della minoranza, ma non andrò oltre”. Il capitano si è autodefinito “pupo“, etichettando gli altri come “pupari“, questo per far capire come in società non sempre si è agito per il bene collettivo (volenti o nolenti non è dato saperlo), e la dimostrazione l'abbiamo avuta all'ultimo calciomercato. Onestamente di tutte le diatribe interne noi possiamo farne benissimo a meno, visto che la questione importante si chiama Messina, e alle domande dei colleghi Stracuzzi risponde a tono, ammettendo di aver voluto cedere Milinkovic e altri big per dare liquidità al club, senza contare però una salvezza che già adesso risulta difficile, figuriamoci senza questi giocatori che stanno dando tutto per salvare il salvabile.
Da qui una delle uscite infelici di questa conferenza stampa: “Ma quali abbonati? Ne abbiamo solo 600“. I tifosi non prendono affatto bene questa sua esternazione, e lo stesso Stracuzzi viene invitato dai colleghi a tener comunque conto di quelle persone che hanno speso e spendono settimanalmente soldi per il Messina. La trattativa con Barbera, la più importante e credibile da maggio a oggi, è svanita perché “C'erano troppe persone intorno al club”, mentre per quanto riguarda il tira e molla con Franco Proto il buon Stracuzzi ha ammesso di averlo conosciuto soltanto negli ultimi giorni, ossia quando aveva deciso di cedergli la società nel mese di gennaio dopo aver firmato il preliminare, salvo poi ritirare il tutto per una non precisata comunione d'intenti con gli altri soci.
Chiare le colpe di una società, in tutte le sue componenti, che non è stata in grado di gestire questo giocattolo una volta andate via persone che col calcio sanno come muoversi, vedi Argurio e Manfredi, autori di grandi cose lo scorso anno nei rispettivi ruoli. Adesso entra in scena la cordata formata dai calabresi e Massone: “E' una cordata che garantisce competenza e solidità economica. Ad oggi possiamo dire che il 16 febbraio verranno pagati gli stipendi”. La scelta non è certamente presa con entusiasmo da una piazza che ha più volte manifestato contro l'ingresso dell'avvocato Massone in società facendo riferimento al suo curriculum all'estero, ma di questo ne abbiamo già parlato nelle scorse settimane.
L'intervento di un tifoso, accettato senza battere ciglio da Stracuzzi anima un po' la parte finale della conferenza stampa. Si chiede al presidente e a tutti i soci come mai a Barbera non è stato permesso di entrare in società: “Con il dottor Barbera c'è grande rispetto e feeling, ma non siamo arrivati a una conclusione per il tira e molla con gli altri soci che hanno posto delle condizioni precise su chi volevano all'interno della società”. A questo punto è il socio di minoranza Micali a prendere la parola, e con atteggiamento tutt'altro che condivisibile si rivolge al tifoso così: “Eravamo pronti a dare la squadra a Barbera, ma dopo il proiettile anonimo mandato all'avvocato Bonaventura Candido si è tirato indietro. Io sono un tifoso del Messina, se è il caso lo sono più di te visto che metto i soldi“. Ora, tralasciando tutto, come si fa a dire pubblicamente certe cose verso ragazzi che settimanalmente viaggiano in giro per il sud Italia a difendere la propria passione prendendo spesso delle umiliazioni in trasferta? Sono esternazioni che lasciano basiti, speravamo di non sentire mai certe dichiarazioni (quantomeno in pubblico). Infine è la volta di Gugliotta, socio al 10% con Antares, che sempre allo stesso tifoso chiede: “Chi c'era nell'agosto del 2015 a prendere il Messina?”
Subito arriva la replica di Stracuzzi: “Noi quattro coglioni eravamo lì a prendere questa squadra, spendendo il nostro patrimonio. Il Messina adesso ha 27 punti e non ha mai preso penalizzazioni in classifica, e questo non va dimenticato”. Sì, lo sappiamo che siete stati voi a prendere il Messina nel 2015, non lo dimentica nessuno, ma questo non significa niente oggi. Adesso quel che conta è innanzitutto pagare gli stipendi giorno 16 febbraio, poi salvare la categoria e infine trovare la tanto agognata programmazione, voce del verbo programmare, cosa che a Messina non vediamo da un decennio, più o meno.
