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#Barcellona. Ospedali Riuniti: la guerra si consuma su Facebook

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Comune municipio Barcellona Palazzo Longano
Palazzo Longano

Facebook terreno di scontro per gli Ospedali Riuniti Barcellona Lipari Milazzo, che diventeranno realtà il 30 gennaio prossimo, quando dovrebbe arrivare il via libera della Giunta regionale. Da una parte il plauso del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Abbate e del PD, dall’altra gli attacchi dell’opposizione di Palazzo Longano. 

Abbate ha dichiarato che dopo l’incontro che si è tenuto ieri a Palermo “I rappresentanti dei sindaci del distretto D28, che già erano stati ricevuti al Ministero della Salute e successivamente dall’assessore regionale Baldo Gucciardi, rappresentando le criticità del sistema e i disagi della popolazione, ritenendosi soddisfatti del risultato della riunione, nel ringraziare tutte le istituzioni presenti, rimarranno vigili dell’attuazione di quanto concordato in favore della salute pubblica dei cittadini residenti nel bacino di utenza del neo ospedale riunito”.

Sulla stessa linea d’onda il capogruppo del PD Carmelo Cutugno, tra gli artefici della caduta dell’ex sindaco Maria Teresa Collica, che in una nota liquida gli attacchi di quelli che dovrebbero essere i suoi colleghi sui banchi dell’opposizione sostenendo che si tratta “di casi singoli o meglio singolari anche per carità trasversali (sic), che sono mossi esclusivamente da sentimenti di profonda rabbia e rancore per ciò che le urne hanno decretato. La nostra città sta tornando a sperare in un futuro migliore, alla faccia dei gufi che vorrebbero riportarla indietro nel tempo o peggio ancora lasciarla immobile”.

Molto chiara la posizione dei consiglieri delle liste collegate all’ex primo cittadino, secondo i quali l’intera operazione è solo fumo negli occhi, mentre la decisione di creare un unico polo ospedaliero depotenzierà il nosocomio barcellonese Cutroni Zodda, svuotandolo di competenze significative.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.