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Visti dall’albero. Accorinti & C.

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Foto Paolo Furrer
Foto Paolo Furrer

Le luci della stanza del sindaco di Messina sono accese sino a tarda ora, spesso sino a notte fonda. E poiché non crediamo che le dimentichi accese o che in tempi di spending review un Comune che danza pericolosamente sull’orlo del dissesto possa permettersi  un tale spreco, ne desumiamo che il primo cittadino Renato Accorinti sia ancora al lavoro.

Sappiamo e vediamo come da mattina a sera il ruolo di sindaco gli imponga  di presenziare e intervenire, dentro e fuori il Palazzo, a una serie  di incontri, convegni e cerimonie durante le quali si richiede non solo la sua presenza ma anche un suo intervento.  Interventi che richiedono la conoscenza, quantomeno generale, dei  temi di cui si parla.

Accorinti non può certo permettersi interventi generici o ripetere slogan e frasi di circostanza che ingenerino nell’uditorio il sospetto che sconosca l’argomento del quale si parla, ché ne risentirebbero la sua credibilità e l’immagine dell’istituzione che rappresenta.

E’ ammirevole  osservare  il  capo dell’Amministrazione  sottoporsi a ritmi di lavoro così intensi, frenetici e pesanti, proibitivi per un comune  uomo di  sessanta anni  suonati. Ma per fortuna il sindaco Accorinti ha una tempra eccezionale che gli deriva in massima parte dall’essere un uomo di sport oltre che dotato di  una straordinaria carica mistica.

Di entrambe le cose non ha mai fatto mistero e a conferma di queste sue competenze e predilezioni ha tenuto per sé sin dall’inizio del suo mandato la delega allo sport, attribuendosi  poi qualche settimana fa quella alla pace. Ma se ci siamo tanto dilungati sul sindaco è solo perché rappresenta simbolicamente l’intera città.

Abbiamo osservato in questi mesi con grande interesse e curiosità  anche gli assessori e i consiglieri comunali, avremmo voluto osservare anche i numerosi esperti che Accorinti ha nominato, ma nonostante il nostro sguardo dalla casa sull’albero su cui ci siamo da tempo ritirati sia per molte ore al giorno indirizzato al Palazzo di Città, non li abbiamo ancora visti.

Ma non disperiamo e siamo certi che quanto prima si presenteranno per illustrare la prevista relazione semestrale. Nei prossimi giorni, nelle prossime settimane continueremo a osservare l’amministrazione più spirituale che la città abbia mai avuto e vi racconteremo e commenteremo quanto accade a Messina.

Lo faremo partendo dai fatti e  dagli atti, convinti come siamo che la valutazione sull’efficacia e sulla  bontà dell’operato di  un esecutivo si misuri dagli atti e dagli effetti che questi determinano. Affronteremo temi seri, importanti e delicati, cruciali per la vita della nostra comunità accanto a ad altri più leggeri. Nell’uno e nell’altro caso cercheremo di commentarli con serenità,  leggerezza e ironia.

Perché non ha ragione chi urla di più, ma chi espone con chiarezza e pacatezza le proprie opinioni, ascoltando senza pregiudizio le ragioni altrui. Ci piace richiamarci al motto latino Soaviter in modo, fortiter in re. Saluti dall’albero, Cosimo Piovasco di Rondò

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