Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Truffa all’ASP 5 di Messina, arrestati farmacista e 5 medici di base

Letto 1624 volte

MESSINA. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione
ad un’ordinanza di custodia cautelare personale e reale nei confronti di 7 indagati, emessa dal
Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della
Repubblica peloritana, nell’ambito di un procedimento penale nei confronti di
un’organizzazione dedita alla truffa nei confronti dell’Asp di Messina.
In particolare, al termine delle relative indagini, che hanno riguardato complessivamente dodici
persone le cui condotte sono state rimesse alla valutazione del giudice, quest’ultimo ha
disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti di un farmacista, Sergio Romeo, 44 anni, di
Messina, e di un medico di base, Ciro Liosi, del ’55 di Messina, convenzionati con l’ASP di Messina.
Inoltre, con il medesimo provvedimento è stata disposta la sospensione della professione
medica, per la durata di anni uno, per altri 5 medici di base: Nunzio Minutoli 53 anni, Filippo Gregorio Cutrì 66 anni, Salvatore De Domenico 67 anni, Basilio Cucinotta 68 anni e Santi Ielo 68anni. Nei confronti dei 7 indagati è scattato un sequestro di beni per 50 mila euro.
Romeo è il titolare della farmacia del villaggio Aldisio, che la cui saracinesca e il cui cartello segnaletico la notte di Capodanno furono crivellati da numerosi colpi di pistola.
Numerosi gli illeciti penali contestati a vario titolo agli odierni indagati, che vanno
dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata, al falso ideologico, all’esercizio abusivo
della professione medica, alla somministrazione di morfina senza la prevista prescrizione
medica.
L’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina e condotta dai
militari del Gruppo di Messina, è nata a seguito di una denuncia presentata proprio dall’ASP
di Messina per segnalare presunte irregolarità nell’emissione di prescrizioni mediche
(cosiddette ricette “rosse”), nei confronti di diversi soggetti fruitori di esenzioni ticket per motivi
reddituali, concernenti l’acquisto di costosi farmaci a sua volta portate a rimborso.
In tale contesto, è stato rilevato che le prescrizioni mediche ritenute anomale erano
utilizzate principalmente per acquisti effettuati quasi esclusivamente presso un’unica farmacia
territoriale dell’ASP di Messina, quella di Romeo.
Nell’ambito delle operazioni, condotte anche con l’ausilio di attività tecniche, è stata acquisita
copiosa documentazione sanitaria e sono state sottoposte a sequestro numerose prescrizioni
mediche presso vari uffici dell’ASP di Messina.
Le relative risultanze hanno evidenziato l’esistenza di una collaudata associazione per
delinquere, composta dal titolare della farmacia, da due dipendenti della stessa, dalla madre
del farmacista e da un medico di base dell’ASP di Messina, finalizzata alla commissione di
truffe per il conseguimento di indebite erogazioni pubbliche, allo stato quantificate in 140.000 euro.
Tale associazione aveva quale base logistica la sede della farmacia messinese, che in breve
tempo ha visto aumentare in maniera esponenziale i propri complessivi flussi di vendita
(prescrizioni mediche “rosse” più quelle “bianche”) che nel 2015 ammontavano a 827.071,05 euro, per passare poi negli anni successivi a un milione 360.369,35 euro nel 2016 e a un milione 501.317,85 euro nel 2017.

Tali volumi d’affari, tra l’altro, sarebbero in controtendenza con i minor
flussi di vendita di tutte le altre farmacie territoriali presenti sul territorio messinese, tanto da
porla tra le prime farmacie territoriali dell’ASP di Messina per fatturato da vendita di farmaci.
Il sistema di frode scoperto dalle Fiamme Gialle si presenta semplice ma funzionale, tanto da
far passare in secondo piano l’interesse per l’ordinaria attività di farmacia, ovvero la vendita
reale di farmaci ai consumatori, che si pone, per questo esercizio, quasi come una mera
attività di facciata. Il titolare, infatti, con l’aiuto dei sodali, tra cui la madre e alcuni
collaboratori della farmacia, avrebbe gestito e alimentato il collaudato meccanismo illecito.
Una vera e propria catena di produzione di false prescrizioni mediche, mediante il continuo
approvvigionamento di ricette “rosse”, sulle quali apporre le fustelle provenienti da farmaci
scaduti o venduti a clienti fidelizzati e privi di esenzione ticket, ai quali spesso si applicava una particolare scontistica.
Successivamente, si passava alla meticolosa preparazione di una contabilità amministrativa
apparentemente regolare, finalizzata alla riscossione dei rimborsi chiesti mensilmente e
successivamente liquidati dall’Azienda Sanitaria Provinciale.
Così come è emerso dalle indagini, le prescrizioni sulle ricette rosse hanno riguardato,
prevalentemente, farmaci costosi, finanche al prezzo di  587,02 euro a prescrizione, trattandosi di medicinali normalmente prescritti in caso di trapianto di organi, dolore severo, trattamento post
chemioterapico, carcinoma del polmone ed altre patologie importanti. Di fatto, tali farmaci,
mediante false prescrizioni mediche sulle quali sono risultati apposti timbri e firme riconducibili
ai sei medici di medicina generale convenzionati con l’ASP di Messina erano prescritti prevalentemente ad assistiti
deceduti o inesistenti.
I fatti di reato contestati, perpetrati a danno dell’ASP di Messina, hanno prodotto un grave
danno economico nei confronti dell’Azienda Sanitaria. Dal 2016 in poi,
l’ASP ha corrisposto alla farmacia compensi superiori al milione di euro
netti all’anno: per l’anno 2016 un milione 124.544,77 euro, per l’anno 2017 un milione 266.405,61 euro e per l’anno 2018 un milione 285.801,89 euro.
Sul punto, visto che tra questi rimborsi sono inclusi anche quelli viziati dalla presenza di illecite
prescrizioni mediche “rosse”, sono in corso anche attività per meglio quantificare il danno
erariale complessivamente cagionato.
L’odierna operazione testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso dalla Procura della
Repubblica e dalla Guardia di Finanza di Messina nel contrasto agli illeciti in materia di spesa
pubblica, con particolare riguardo al settore della spesa sanitaria, notoriamente con un peso
rilevante nei bilanci regionali e nazionali.
L’operazione Apotheke conferma, ulteriormente, l’importanza del ruolo di Polizia economico-finanziaria del Corpo a tutela degli interessi economico-finanziari nazionali, regionali e locali, soprattutto in questo periodo di forte stress per il sistema sanitario nazionale.

Foto da Google maps

“In relazione all’operazione Apotheke coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina guidata dal Dott. Maurizio De Lucia e condotta in data odierna dalla Guardia di Finanza di Messina con a capo il Colonnello Gerardo Mastrodomenico, esprimo plauso per l’efficace azione di contrasto alle attività illecite a danno dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, frutto anche della virtuosa sinergia e collaborazione istituzionale instaurata -commenta Paolo La Paglia, direttore generale dell’ASP 5 di Messina. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, preso atto della gravità dei fatti contestati porrà immediatamente in essere ogni procedura conseguenziale e si costituirà parte civile nel relativo procedimento giudiziario. Tuteleremo i cittadini assistiti dai medici interessati dai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria senza interrompere l’attività sanitaria, in un momento di grande emergenza collettiva quale è quella attuale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.